Gazzetta di Modena

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A Modena un 112 per tutte le emergenze

di Stefano Totaro
A Modena un 112 per tutte le emergenze

Sostituirà gradatamente le altre utenze a tre cifre: per ora rispondono le centrali operative di carabinieri e polizia

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Un numero unico per tutte le emergenze, una forte spending review telefonica volta a mettere in un angolo remoto delle nostre memorie i vari 117, 115 e addirittura i gettonatissimi 118 e 113.

Da ieri anche a Modena chiamando il 112 si ha accesso al cuore unico delle emergenze: digitando questo numero, un tempo ad unico appannaggio dei carabinieri, ora si interloquisce con chi, il tempo di ascoltare di cosa si tratta, smisterà la chiamata a chi di competenza.

Una grande semplificazione che non fa altro che mettere in pratica ciò che a livello europeo è già realtà consolidata. Il 112 infatti è stato individuato dalla “Direttiva 2002/22/CE”, del parlamento europeo e del consiglio, per raccogliere tutte le utenze di emergenza esistenti, polizia di Stato, Arma dei carabinieri, Guardia di finanza, vigili del fuoco e soccorso sanitario, prendendo il posto delle utenze sinora utilizzate.

Ciò a cui si auspica, e che dovrebbe avvenire anche sul territorio modenese, è che tutte le telefonate, da apparecchio fisso e da mobile fatte al “112 Nue" (numero unico emergenze) vengano consegnate ad un punto di smistamento.

Questo punto di smistamento, si legge nella nota esplicativa d diffusa dalla Prefettura “le ripartisce tra le due forze di polizia a competenza generale (polizia e carabinieri), in base anche alla articolazione territoriale delle stesse, le quali, in relazione alla localizzazione dell'evento, alle pianificazioni di coordinamento ed alla natura delle stesse, smistano in tempo reale la chiamata al corpo di polizia competente ovvero agli altri enti di soccorso, vigili del fuoco e emergenza sanitaria”.

Dunque esiste già questo punto di smistamento? No. Chiamando il 112 non risponde nessun intermediario, non c’è nessun call center, nessun “centralinista” attivo per questo servizio.

Semplicemente, a livello telefonico, “a random”, a caso risponde direttamente la centrale di polizia o la centrale dei carabinieri.

Il poliziotto o il militare chiede cosa si desideri e poi provvede a dirottare la chiamata.

Allo scopo di assicurare un graduale livello di confidenza del cittadino con il nuovo sistema, continuano ad essere attivi gli attuali numeri di emergenza. Pertanto in questa fase, oltre al 112, si potrà continuare ad utilizzare i numeri tradizionali.

Comunque sia, siamo ancora lontani da ciò che avviene altrove, ad esempio nella nostra capitale dove esiste un servizio, estraneo a forze dell’ordine, deputato a raccogliere le chiamate e a smistarle sul territorio. Centralinisti specializzati dei quali, a Modena, almeno in tempi brevi, nessuno conoscerà le voci. Ci vorranno soldi, bisognerà affinare i meccanismi mentre è ancora sul tavolo delle utopie la centrale operativa unica delle forze dell’ordine.

Nel frattempo, sin da ora, questo 112 suscita qualche perplessità, soprattutto in chi lo ha avuto e continua ad averlo come “griffe” d’emergenza. Presso la centrale dei carabinieri di Modena infatti sono cinquecento di media le chiamate che arrivano ogni giorno, con picchi, in determinati periodi, anche di ottocento squilli.

In queste cinquecento chiamate c’è già un po’ di tutto, anche i soliti stupidi scherzi. Le perplessità dunque vengono dal carico ulteriore di chiamate che si riverseranno sulla centrale operativa dei carabinieri così come su quella della polizia.

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