Castelnuovo, «La maestra si accanisce»: denunciata dai genitori di un'alunna
Castelnuovo. Esposto dei genitori dopo i gesti autolesionistici della loro figlia che ora è stata iscritta in un’altra scuola
CASTELNUOVO. Lei ha cambiato scuola e ora sta ritrovando l’entusiasmo di tornare in classe. Ma il percorso sarà ancora lungo dopo che per mesi una bambina di un’elementare del paese ha dovuto subire le pressioni della maestra, arrivando a compiere improvvisamente gesti autolesionistici, sintomo di un cambiamento inatteso e preoccupante. Ma i genitori, mentre la guardano e ritrovano un po’ di serenità, non lasceranno correre un semestre complesso, fatto di promesse, rimpalli di responsabilità, mezze frasi diffamatorie e un disinteresse pressoché completo nel voler risolvere la situazione. Si sono rivolti ad un avvocato e hanno presentato un esposto alla procura di Modena e per conoscenza al Provveditorato agli Studi.
Perché quella è una classe “impegnativa”, raccontano le docenti a tutti i genitori, che segnalano invece atti di bullismo, fisico e verbale, da parte di alcuni bambini. Ma è soprattutto il feeling tra le due docenti che traballa visto che una di loro non perde occasione - sia di persona che al telefono - di segnalare al papà e alla mamma, che poi faranno denuncia, come la collega sia inefficiente, aggiungendo un sibillino “succedono cose che non ti posso dire”. Intanto altri genitori arrivano persino a monitorare il profilo facebook della maestra, imbattendosi in un inquietante “preferisco pettinare i cani piuttosto che stare con bambini urlanti, genitori repressi e colleghe frustrate”. Del dossier-social viene informato il dirigente scolastico che anticipa l’avvio di un procedimento disciplinare, ma soprattutto chiede di “non fomentare la situazione già grave e compromessa. E ci garantisce - si legge nell’esposto - che lui si occuperà del piano di azione per gestire la situazione insegnanti e di essere al corrente delle difficoltà perché anche altri genitori si sono lamentati”. Tra i casi denunciati alla procura si parla anche di un bambino smarrito dall’insegnante.
«Sarà un caso ma dopo il nostro esposto al preside la situazione precipita, soprattutto per nostra figlia. Fino a dicembre andava sempre volentieri, ma dai primi di febbraio la situazione cambia. Aveva un comportamento aggressivo, compulsivo e violento e quindi cerchiamo subito di capire da dove deriva il disagio mostrato». C’è un incontro con le maestre, che promettono di prestare attenzione, ma nulla cambia perché la piccola continua nei suoi gesti. I genitori attivano gli psicologi che certificano il disagio scolastico. Viene perciò chiesto il trasferimento in un’altra scuola non prima però di un ultimo incontro con preside e insegnanti da cui emerge “un atteggiamento omertoso, di insabbiamento della questione”. Come dimostra la frase “succedono cose che non ti posso dire” e mai approfondita o denunciata, nonostante gli inviti a farlo. Ci penserà la magistratura a capire cosa accadeva in quella classe ad opera di quella maestra.
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