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Contesa tra atenei per l’Accademia

Contesa tra atenei per l’Accademia

L’insegnamento Scienze Strategiche al centro della disputa tra Modena e Torino

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Per ora non è ancora un conflitto aperto, ma guerra fredda tra università sì. Il campo di battaglia?

Il terzo anno del corso di laurea in Scienze Strategiche dei cadetti dell’Accademia Militare, conteso tra i due atenei di Modena e Torino. Un recente decreto ministeriale chiede che i corsi di studio dei futuri ufficiali siano resi omogenei ai corsi di studi delle università civili, visto che l’istituto di formazione dell’esercito è parificato, nella formazione e nel valore del titolo di studio, al resto degli atenei d’Italia.

Dunque da cosa nasce la contrapposizione tra le due università?

Ad aprire le ostilità sono stati quattro deputati Pd eletti a Torino e in Piemonte che hanno lanciato l’allarme non appena si è profilata la possibilità che i docenti del terzo anno della facoltà, che sotto la Mole ha pure 200 studenti civili, potessero perdere quella novantina di allievi ufficiali in arrivo da Modena. Anzi, la loro foga polemica è tale che hanno interpellato il ministro della Difesa Pinotti per sapere cosa intende fare per evitare l’eventuale chiusura della facoltà nell’ateneo subalpino

«Una novità del genere - dicono testualmente - metterebbe a rischio la sostenibilità dell'organizzazione che in questi anni è stata messa in campo dall'università di Torino». Niente di meno.

Eppure sin da quando era la Moratti ministro dell’Istruzione tra il 2001 e il 2004 e fu varata la riforma universitaria del cosiddetto 3+2, ovvero laurea breve e poi da completare, i vertici dell’università avvisarono del punto critico di Modena. La trasferta del terzo anno a Torino per cambiare sistema d’insegnamento prima di affrontare un altro ciclo di studi, non favoriva certo i giovani sottotenenti nei loro studi. Obiezione condivisa dai rettori che si sono susseguiti al vertice della nostra università, Pellacani e Tomasi. Anche quello attuale, Andrisano, sarebbe favorevole ma evita di prendere una posizione netta. L’unico accenno pubblico lo ha fatto quando ha aperto l’anno accademico, rimettendosi alle scelte dei vertici delle forze armate. E queste ultime, ovviamente, si rimettono alle scelte dei decisori politici, perché tocca al ministro decidere. E i deputati modenesi del Pd? Nulla di nulla, silenzio tombale. Informalmente Manuela Ghizzoni, dal 2012 presidente della Commissione Cultura e Istruzione alla Camera, fa sapere che non vuole intromettersi nella vicenda perché è materia che riguarda l’autonomia degli atenei.

Saverio Cioce

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