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Educare al diverso Così Ditraverso muta differenze in risorse

di Chiara Tassi
Educare al diverso Così Ditraverso muta differenze in risorse

L’associazione originaria di Castelnuovo riapre i battenti grazie alla collaborazione con un’Ong che opera in Europa

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Castelnuovo Rangone e Bradet-Anina (Romania) unite per trasformare ogni tipo di diversità in una risorsa. Ad avvicinare i due paesi, così distanti geograficamente, ci ha pensato Giulia Vincenzi, presidente dell’associazione Ditraverso, che dallo scorso anno ha stretto una collaborazione con l’associazione non governativa (Ong) italo-rumena, il Giocattolo.

Lei, assieme al suo gruppo di volontari, giorno dopo giorno lotta per superare la paura del diverso e ricavarne un valore aggiunto. «Il contatto con la Romania - racconta Giulia - è avvenuto la scorsa estate. Assieme a un gruppo di ragazzi degli scout di Castelnuovo Rangone abbiamo fatto un'esperienza estiva di dieci giorni a Bradet-Anina e da allora abbiamo iniziato una collaborazione con l'Ong il Giocattolo. Un’associazione che avevo avuto già il piacere di conoscere in una mia visita precedente in Romania dove avevo partecipato a un periodo di volontariato».

Laureata in servizi sociali, Giulia ha preso in mano l’associazione di Castelnuovo Rangone da poco meno di un anno e proprio grazie a questa esperienza in Romania ha fatto risorgere l’associazione Ditraverso dalle sue stesse ceneri. Giulia, assieme all'ex presidente Elena Pugna, ha infatti preso in mano la situazione decidendo di rilanciare il gruppo di volontari, ormai da diversi anni inattivi, spronandoli con il nuovo progetto. Già in passato l’associazione si era impegnata nella valorizzazione della diversità sotto ogni ambito che sia fisico, culturale o religioso. Oggi grazie alla collaborazione con il Giocattolo l’associazione è tornata a rilanciare queste idee.

«Troppe volte, nella nostra vita, ci hanno considerato “diversi”. Troppo magri, troppo grassi, troppo secchioni, troppo scapestrati. La verità è che ciascuno di noi, in una qualche occasione, ha provato sulla propria pelle la discriminazione della diversità. Ma se la diversità è un fatto così naturale e scontato, allora perché fa così tanta paura?». È questo quesito a spingere Giulia e tutto il suo gruppo di volontari a lavorare duramente ogni giorno cercando di coinvolgere sempre più persone nella lotta attiva alle discriminazioni.

«Di traverso significa “a rovescio” e rappresenta il senso di quello che la nostra associazione vuole insegnare. Vogliamo- sottolinea Giulia- che le persone guardino il mondo a testa in giù, ribaltando, cioè, l'ottica della diversità come limite per ridarle nuovo valore, renderla una risorsa. Il nostro scopo non è cambiare il mondo, ma poggiare giorno dopo giorno un mattone per costruire una mentalità più aperta, accogliente e civile».

Proprio in questa direzione vanno, ad esempio, i campi che l'associazione organizza in Romania e che aiutano a promuovere una visione dell’alterità come naturale ricchezza individuale, sociale e culturale. Ditraverso organizza poi attività educative per giovani e adulti.

«Entrare in contatto con il mondo degli adulti - conclude Giulia - significa sensibilizzare i genitori all’importanza dell’educazione dei piccoli alla cooperazione e al rispetto dell'altro».

Se alle nuove generazioni fosse insegnato fin da bambini che siamo tutti uguali e tutti diversi, che l'unica razza di cui facciamo parte è quella umana, che le differenze che ci caratterizzano sono solo sfaccettature che ci rendono ulteriormente interessanti, forse molti dei problemi di oggi, un domani, non esisterebbero.

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