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Modena, ex caserma occupata: Comune e Guernica non trovano intese

di Carlo Gregori
Modena, ex caserma occupata: Comune e Guernica non trovano intese

All’incontro sulle venti famiglie nell’edificio di via S.Eufemia gli autonomi propongono il recupero di una casa fatiscente del Comune di Modena con contratti calmierati per gli inquilini-restauratori. La giunta dice no a ogni richiesta sottolinenado lo stato di illegalità e invitando le famiglie con bambini a contattare i Servizi sociali

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MODENA. Occupazione ex caserma Sant’Eufemia: ieri pomeriggio Comune e occupanti hanno messo le carte in tavola. Le posizioni restano molto distanti, per ora non ci sono margini di intesa ma l’incontro è stato in ogni caso chiarificatore e i partecipanti si sono lasciati in attesa di un ulteriore contatto finale previsto per oggi.

Intorno alle 15 in via Galaverna si sono riuniti intorno a un tavolo gli assessori Gabriele Giacobazzi (Urbanistica) e Giuliana Urbelli (Servizi Sociali) con il dirigente e due funzionari dei servizi sociali del comune. Non c’erano le venti famiglie che stanno occupando da una decina di giorni il palazzo demaniale in centro storico chiuso da anni dove un tempo si trovava la caserma dei carabinieri. Ma si sono presentati due loro delegati e alcuni attivisti dello Sportello sociale La Rage del centro sociale Guernica che li segue nell’occupazione.

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UN PIANO ALTERNATIVO E SENZA SPESE PER IL COMUNE. Gli autonomi hanno esposto un loro piano, come spiega uno di loro, Piero: «Abbiamo proposto una soluzione secondo noi innovativa concordata durante l’assemblea con le famiglie: prendere un palazzo comunale fatiscente chiuso da anni e affidarlo a queste famiglie. Loro si fanno carico di metterlo a posto e sistemarlo; il Comune di stipulare contratto di affitto agevolato per almeno quattro anni. In questo modo, secondo noi, il Comune può recuperare uno stabile in degrado e queste famiglie rimaste senza un tetto trovare una casa fissa. E non finire in uno dei tanti alloggi-tampone. Noi infatti temiamo che il Comune torni a proporre un alloggio per due o tre mesi per poi abbandonare al loro destino queste famiglie».

LA GIUNTA METTE IN CAMPO I SERVIZI SOCIALI. Il Comune ha detto di voler informarsi su queste famiglie, su quali problemi hanno alle spalle e se sono regolari. L’intenzione resta sempre di aiutare chi è in regola trovando una soluzione presso i Servizi sociali. Ma l’assessore Urbelli ha spiegato agli occupanti che non ci sono margini di trattativa: l’occupazione è illegale. La soluzione proposta richiede invece lunghi tempi di discussione e approvazione e non è prevista. L’esito è stato prevedibile: ognuno sulle sue posizioni. Il Comune ha comunque reso noto che darà massima disponibilità per seguire chi è in reale difficoltà. Il nodo dell’occupazione, un atto illegale condannato dalla giunta e dal sindaco Gian Carlo Muzzarelli, non è stato affrontato.

Le due parti si sono lasciate in attesa che i rappresentanti dello stabile occupato si riuniscano e decidano. L’assemblea si è tenuta ieri sera. Le famiglie sono state chiamate a valutare la proposta del Comune di farsi aiutare dai Servizi sociali. Oggi comunicheranno al decisione.

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L'ASSESSORE URBELLI: "PREOCCUPATA DALL'ILLEGALITA'". «Abbiamo ascoltato e ribadito la nostra disponibilità a incontrare le famiglie, anche in piccoli gruppi, per capire quali sono i loro specifici bisogni e valutare possibili percorsi di intervento da parte del Servizi sociali, sempre e solo nell’ambito delle regole valide per tutti i cittadini», ha detto l’assessore Giuliana Urbelli dopo l’incontro che ha definito “interlocutorio” esprimendo «preoccupazione per il permanere di una situazione di illegalità che probabilmente coinvolge minori».

NESSUN PROGETTO DI RECUPERO. Chiuso da una decina di nani, l’ex caserma di via Sant’Eufemia per ora non ha futuro. Nel corso dell’incontro con occupanti e Guernica, l’assessore all’urbanistica Gabriele Giacobazzi ha spiegato che la Cassa Depositi e Prestiti - titolare del bene - non ha progetti di recupero nei prossimi anni. Al di là dell’occupazione come atto illegale, dunque, l’ex caserma resta un edificio pubblico “abbandonato”. L’ex caserma Sant’Eufemia è l'edificio attiguo alla chiesa e al monastero delle benedettine di Sant’Eufemia. Costituito da un corpo di fabbrica ristrutturato nel 1830 da Francesco IV, su progetto di Santo Cavani al quale probabilmente si affiancò anche Francesco Vandelli. Dapprima il fabbricato è stato adibito a caserma e scuderie dei Dragoni estensi, inoltre ospitava l’Economato militare e le carceri giudiziarie. Poi destinato a vari usi tra cui caserma dei Carabinieri fino a una decina di nani fa

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