Modena, anche la Fossalta chiede aiuto: «Qui non c’è sicurezza»
Dal traffico ai furti e alle rapine: i residenti chiedono maggiore tutela da Comune e forze dell’ordine VIAGGIO NELLE FRAZIONI: TUTTE LE PUNTATE
MODENA. «A Fossalta la situazione è tragica». Residenti ed esercenti della frazione alzano la voce, chiedendo più sicurezza. «Abbiamo avuto furti, rapine, un po’ di tutto - esordisce dalla tabaccheria Massimiliano Cavani, residente da 43 anni in zona - prima si stava meglio. C’è un progetto di telecamere con la Federazione italiana tabaccai, non il Comune. Sono arrivati quindici nuovi vigili? Li vogliamo da noi la sera: sarebbe un bel deterrente. L’esercito ci starebbe: basterebbe una pattuglia».
VIAGGIO NELLE FRAZIONI: TUTTE LE PUNTATE
Non è l’unico a lamentarsi. «Ci sono stati furti di auto - spiega Ramona Piccinini - e hanno anche rotto vetri delle macchine per rubare quello che c’era dentro. Accade soprattutto quando fa buio. Le forze dell’ordine? Mai viste. Con la bici si rischia la vita. Si sta peggio rispetto ad altre realtà cittadine. Siamo fuori Modena di poco, ma lo stacco si vede». Tanti domandano più interventi. «Se vedo qualcosa intervengo - garantisce un residente storico nella tabaccheria - perché l’esercito non lo può fare? Il problema è che prendono i ladri e dodici ore sono già liberi: la legge li tutela».
Il sindaco ha parlato di allarmismi. «Perché non passa da noi - ha invitato con vigore l’uomo - e vede com’è la situazione? Mi alzo alle quattro di mattina e appena scendo in strada vedo elementi sospetti. Se li segnalo alla polizia o ai carabinieri sa quanti arresti si fanno? Dai centocinquanta ai duecento». Azioni più severe contro chi sfrutta la prostituzione servirebbero secondo altri. «Sulla via Emilia ci sono “ragazze” dappertutto - riconosce Andrea Ronchetti - che spesso hanno avuto grossissimi problemi e sono state strappate alle famiglie. I mandanti devono restare in galera. Devono avere cinque anni, non pochi mesi, e poi magari un foglio di via quando escono». Nell’attività, aperta da circa un anno, c’è già un sistema di videosorveglianza. «È capitato di vedere filmati in cui scaricano di tutto dalle macchine - riprende Andrea - ti fanno anche la pipì davanti al portone. Abbiamo avuto contatti con i carabinieri».
«C’è chi sporca - garantisce Mauro Storchi dal negozio di materassi vicino - poi troviamo di tutto. La domenica sera a volte ci sono le sbarre ai lati della strada alzate. Dietro ci sono alcune ditte. Ci può essere qualche disgraziato che tenta un colpo». Il degrado è molto sentito. «Una volta sono arrivate quattro volanti della polizia - ricorda Alessandro Toni - perché litigavano davanti alla nostra attività. Noi apriamo verso le sette, quando alcuni tornano a casa dai locali, spesso ubriachi: ci diamo il cambio… In tantissimi ci dicono che nelle loro case hanno sfondate le finestre, chiedono porte blindate e cancelletti. Le richieste provengono soprattutto da Albareto, nella nostra frazione non ce ne sono praticamente state».
Qualcuno lamenta il problema della velocità. «Una volta mi stavano mettendo sotto - racconta Giuliano Previati, da 45 anni residente nella frazione - per loro non conta se c’è il rosso o il verde oppure se attraversi sulle strisce. Nessuno controlla, non hanno fatto nulla per il ponte».
La struttura è dedicata alle vittime della strada. Alcune centinaia di metri, andando verso Castelfranco, c’è la rotonda con via Scartazza, a lungo richiesta per evitare incidenti. «Il traffico intenso è meglio dell’isolamento - garantisce Vinicio Sighinolfi, titolare dell’omonimo locale - alla fine possiamo stare tranquilli. Abbiamo subìto un furto che ci sarebbe potuto accadere anche in centro. Per il resto abbiamo guardie e telecamere. Se il Comune ne mettesse qualcuna in più sarebbe meglio, ma non pretendo nulla».
Gabriele Farina
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