I filatelici modenesi perdono Guidetti un negozio storico
La signora Vanna abbassa la saracinesca di via Rismondo I pezzi più pregiati saranno messi all’asta in Germania
MODENA. Abbassa la serranda per sempre il negozio filatelico e numismatico Guidetti di via Rismondo, un’istituzione per i cultori di francoboli e monete, nata nel 1960 in corso Canalchiaro.
Nino Guidetti, esperto e appassionato modenese, se n'è andato improvvisamente l'8 agosto 2014, a 78 anni, e la vedova ora ha deciso che l'attività avrà fine definitivamente in questi giorni, con la chiusura fisica del luogo dove erano conservati milioni di pezzi.
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Vanna Panciroli, appunto la moglie che qualcuno ricorderà nelle vesti carnevalesche della Pulonia della famiglia Pavironica, dalla morte del marito sta inventariando monete antiche e francobolli che si è trovata a gestire e poi l'attività chiuderà dopo 56 anni.
Alcuni pezzi pregiati andranno all'asta in Germania nei prossimi tempi, mentre il grosso dei materiali, compresi mobili e libri su cui si era formato l'enorme sapere di Guidetti, verranno collocati altrove. «Il numismatico era mio marito - ricorda la Panciroli - perché io avevo tutt'altra attività in centro e solo negli ultimi anni gli davo una mano in questo negozio. Questo luogo era diventato un vero e proprio salotto dove mio marito riceveva ogni giorno i suoi amici e i collezionisti ai quali forniva consigli. Facevano discussioni appassionate su monete e francobolli, al di là del valore commerciale di questi pezzi. Anche a me Nino negli ultimi tempi ha insegnato tanto. A un certo punto, dallo scorso anno, ho dovuto iniziare a inventariare tutto visto che lui era morto improvvisamente: lo faccio per ricordare la sua grande passione per questi argomenti e il rispetto che ho per la sua memoria».
Chi era Nino Guidetti?
«È stato senz'altro un precursore della filatelia e della numismatica a Modena. Dopo avere lavorato in gioventù per due librerie storiche, prima Tonini e successivamente Bargellinini che vendeva testi universitari, aprì il suo primo negozio in Canalchiaro nel 1960. Da Bargellini c'era una sezione filatelica e lui si mise in proprio con questa attività. Nel 1978 trasferì poi la sua attività in via Rismondo».
Come si svolgeva la sua giornata?
«Era quella di un commerciante. La vita ruotava intorno a questo negozio che ben presto diventò un punto d’incontro. Tanti anni fa Nino fondò anche il circolo filatelico numismatico Mutina che arrivò ad avere 700 soci; tutte persone che riconoscevano la sua grande cultura in materia che lo portò anche a divenire perito del tribunale per perizie e valutazioni».
Mai pensato di continuare il lavoro di suo marito?
«Per trent'anni mi sono occupata di abbigliamento e solo in ultimo cercavo di capire il settore dei francobolli, anche perché questi tipi di collezionismo vanno verso l'estinzione. Ora a Modena restano un solo circolo e un solo commerciante, i giovani hanno in genere altre passioni. Quindi in ogni caso si tratta di un’attività che era destinata a finire, anche se questo negozio era la sua vita».
Nino era collezionista?
«No, perché diceva che chi colleziona non può commerciare e viceversa: che accadrebbe, diceva spesso, se mi innamoro di un pezzo e lo voglio tenere per me invece di venderlo? Certo amava tanto i francobolli e le monete».
Pezzi importanti, come il Gronchi rosa, sono passati?
«Certo. Qualcuno è anche rimasto invenduto nel tempo, ma qualcosa è rimasto: alcuni pezzi ricordo che li ammiravamo insieme. Il Gronchi rosa, in ogni caso, oggi passa in asta a prezzi molto più bassi di dieci anni fa. Inoltre tanti paesi, come l'Italia, producono francobolli adesivi francamente brutti mentre altri paesi come il Vaticano ne emettono ancora di apprezzabili».
Stefano Luppi
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