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MONTEFIORINO

Il Comune diffida la Lega per la posizione dei manifesti

Il Comune diffida la Lega per la posizione dei manifesti

MONTEFIORINO. Nuova battaglia di manifesti a Montefiorino, con tanto di diffida. Protagonista sempre la Lega (attraverso la lista Per Montefiorino), che nei giorni scorsi aveva affisso cartelloni...

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MONTEFIORINO. Nuova battaglia di manifesti a Montefiorino, con tanto di diffida. Protagonista sempre la Lega (attraverso la lista Per Montefiorino), che nei giorni scorsi aveva affisso cartelloni per pubblicizzare l’iniziativa in programma venerdì alle 20 al ristorante Lago Alberto (via del Lago 4) di Rubbiano. Un incontro per parlare del referendum sulle trivellazioni del 17 aprile e sostenere le motivazioni del sì con l’intervento del consigliere regionale Stefano Bargi e del segretario della Lega Nord Emilia Gianluca Vinci, oltre ovviamente a quello del consigliere comunale Stefano Corti. Il manifesto era stato affisso su spazi comunali debitamente pagati. Ma non in quelli appositamente dedicati al referendum (e dopo alle amministrative) in via Casa Volpe. E per questo è arrivata una diffida dal vicesindaco Maurizio Paladini ad attenersi alla legge secondo cui nei 30 giorni prima del voto non è possibile l’affissione di materiale inerente la consultazione al di fuori degli spazi stabiliti. I leghisti ieri hanno tolto i manifesti, ma rimettendone negli stessi spazi (e non in quelli “referendari”) di nuovi in cui lo stesso incontro con gli stessi ospiti va sotto il titolo “A difesa della democrazia e della pluralità politica”, senza la parola referendum, e quindi senza restrizioni. Chiaro che l'accaduto è nuovo indice della conflittualità tra Lega e amministrazione: «Paladini è esperto in formalismi – osserva Corti - e abbiamo dovuto subire l’intimazione, anche se è assurdo avere uno spazio unico per le affissioni elettorali che taglia fuori le frazioni. Non possiamo non notare due cose: la prima è che Paladini ha una paura dannata che la gente comune venga coinvolta su pubbliche questioni. La seconda è che vorrebbe non si parlasse del referendum del 17 aprile. Allora gli chiediamo ufficialmente come voterà. O se invece, seguendo guarda caso la linea di Renzi, opterà per l’astensione sperando nel fallimento della consultazione. Al che tutto si spiegherebbe». La Lega chiede poi a Paladini di sciogliere le riserve: «A meno di due mesi dal voto – chiosa Corti – dica per piacere se si candida o meno. Che magari qualche giovane capace e talentuoso potrebbe trovare i giusti stimoli per farsi avanti e riportare il nostro amato paese al passo con i tempi».

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