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Il rombo delle moto saluta l’ultimo viaggio di Mauro

Il rombo delle moto saluta l’ultimo viaggio di Mauro

Il funerale laico di Mauro Casolari, presidente del Motoclub di Maranello L’abbraccio di familiari e centauri per il 41enne morto dopo un’operazione

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MARANELLO. Ci sono persone che hanno la fortuna di avere al proprio fianco nel corso della vita non una, bensì due famiglie. Mauro Casolari era una di queste persone. Aveva una famiglia naturale, due genitori, una moglie e una figlia, poi ne aveva una divenuta tale nel corso degli anni, il Motoclub Maranello di cui era presidente.

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Al suo funerale entrambe le famiglie hanno pianto la sua morte prematura, a soli 41 anni, in circostanze che sono tuttora al vaglio della Procura di Modena. Ma il pensiero dei presenti alla cerimonia laica non era rivolto a questioni giudiziarie, non si cercavano colpevoli, era il giorno dedicato a Mauro. E così è stato.

Il suo ultimo viaggio ha preso il via dalla camere ardenti dell’ospedale di Sassuolo. Da qui i soci del Motoclub lo hanno scortato fino a Maranello, in via Nuvolari, nel capannone che fungeva sia da sede del club che dell’autofficina Scarabelli Due, di cui Mauro era socio assieme a Roberto Scarabelli. Ma definirli solo soci sarebbe diminutivo, la parola fratelli sarebbe quella che più di ogni altra renderebbe meglio l’idea del loro rapporto. Proprio nell’officina che i due condividevano, decine di persone hanno atteso il corteo funebre. La polizia municipale ha chiuso via Nuvolari per permetterne l’arrivo, accompagnato da almeno una cinquantina di moto. Una volta giunti nel parcheggio dell’officina, i centauri hanno dato libero sfogo alla manopola del gas, alzando in cielo un unico e potente rombo per salutare Mauro. Poi il silenzio. Assoluto, lunghissimo e intriso di dolore.

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La bara è stata collocata all’interno dell’officina, sotto ad un gazebo del Motoclub, e coperta da un telo bianco. Sopra vi era una foto di Mauro e il suo casco. I presenti, almeno trecento, hanno composto una fila ordinata e silenziosa per firmare il telo bianco sulla bara, mentre un altoparlante diffondeva prima la musica dei Guns N’ Roses (Paradise City) e poi gli Ac/Dc (Shoot to Thrill). E poi la festa. L’ultimo brindisi in onore di Mauro, una birra per tutti e ed una anche per lui, appoggiata sulla bara con cui gli amici più stretti hanno voluto brindare, per rinsaldare quel legame indisssolubile che solo chi condivide una passione forte e profonda, come può essere la moto e i chilometri percorsi insieme, può comprendere a fondo e pienamente.

Il corpo di Mauro è stato cremato, ora inizia il capitolo giudiziario. Ci sono quattro persone iscritte nell’albo degli indagati perché la Procura intende capire come mai dopo la caduta in moto nel Cremonese e la conseguente operazione alla spalla all’ospedale di Sassuolo, Mauro Casolari è stato dimesso per poi morire dopo 36 ore, nella notte di Pasqua, tra il 26 e il 27 marzo.

Giovanni Balugani

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