«Il sindaco sapeva tutto e se n’è lavato le mani»
Caso Cerverizzo, l’ex consigliera svela un retroscena che coinvolge Pistoni «Dopo le lamentele sul vigile mi disse “Una brutta storia, non voglio entrarci”»
Non si placa il botta e risposta tra Franca Cerverizzo, ex consigliere comunale e proprietaria del Suavitas Café e l’amministrazione di Sassuolo. Il contendere riguarda il comportamento di un agente della municipale: rigoroso oltremisura, aggressivo e vendicativo secondo la Cerverizzo, dal comportamento assolutamente normale e regolare secondo il sindaco Pistoni.
Una vicenda che i protagonisti conoscono da mesi, ma che solo da qualche giorno è divenuta di dominio pubblico ed è su questo punto che la Cerverizzo batte con forza ed insistenza: «La domanda mi sorge spontanea: come mai il sindaco Pistoni ha svolto una verifica interna solo in questi giorni? Eppure se ne parla da mesi, mistero della fede o della... stampa».
Tanto che secondo la Cerverizzo il sindaco sarebbe venuto a conoscenza della situazione già nel 2015 e quindi ben prima che prendesse una posizione ufficiale: «Come mai - si chiede la Cerverizzo - il sindaco ha cambiato idea in merito all’affermazione che mi fece arrivare sulla vicenda? Mi disse “è una brutta storia e non voglio entrarci”. Per fortuna dico io...».
Le multe agli avventori del bar della Cerverizzo, sono un altro punto cruciale: «Sette multe in sette mesi (come ha sottolineato Pistoni, ndr), mi sembra lo slogan, sette chili in sette giorni: volevo suggerire al sindaco che, invece di scomodare gli uffici alla ricerca delle multe, avrebbe potuto chiederle direttamente a me, sono tutte in mio possesso. Avrebbe dovuto controllare semmai i documenti di servizio inerenti ai passaggi della municipale davanti al mio bar: forse qualche perplessità gli sarebbe venuta. Così come, durante la verifica, avrebbe dovuto appurare l’originalità di apporre su di esse il nome della mia attività oltre alla via».
Infine l’accesso agli atti effettuato dalla consigliera Nadia El Barrami, compagna nella vita dell’agente in questione: anche in questo caso le due visioni differiscono. Pistoni sostiene che l’accesso agli atti da parte di un consigliere sia un’operazione del tutto regolare.
Ma la Cerverizzo sottolinea: «Il punto centrale della vicenda è che una consigliera comunale ha utilizzato i suoi poteri istituzionali per accedere ad atti non solo riservati, ma per di più riguardanti il suo compagno; consiglio vivamente di rileggere il regolamento comunale e Tuel. Inoltre il sindaco si macchia di un atteggiamento scorretto umanamente e politicamente quando fa riferimento ad un mio vecchio accesso agli atti. Io controllavo in veste di consigliere la regolarità del bando: tutte le crociate sul circolo Fossetta recano la firma a nome e per conto del suo partito, può verificare se vuole». (gib)
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