Gazzetta di Modena

Modena

Murales di Paolo Borsellino, ancora sfregi spray a Carpi

di Gaetano Cervone
Il murales dedicato a Paolo Borsellino e agli agenti della sua scorta ancora imbrattato
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Il murales dedicato a Paolo Borsellino e agli agenti della sua scorta ancora imbrattato

Non c’è pace per il murales dedicato a Paolo Borsellino e gli uomini della scorta vittime della strage di via D’Amelio. L’opera del piazzale della Meridiana è stata infatti nuovamente imbrattata

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CARPI Non c’è pace per il murales dedicato a Paolo Borsellino e gli uomini della scorta vittime della strage di via D’Amelio. L’opera del piazzale della Meridiana è stata infatti nuovamente imbrattata con scritte di vernice nera e disegni osceni a poche settimane dalle operazioni che hanno visto gli addetti della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi cancellare gli sfregi apparsi a dicembre. Ma a nulla è servito, perché i vandali hanno nuovamente preso di mira quel monumento alla memoria della lotta contro la mafia danneggiandolo con vernice spray nera e immagini volgari.

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«Dispiace constatare che a Carpi ci siano vandali che utilizzano spazi e simboli importanti per tali stupidate», ha commentato il sindaco Alberto Bellelli, esprimendo «ferma e dura condanna».

«Che si tratti di una ragazzata o di atto intimidatorio cambia poco, resta un gesto gravissimo che ci mortifica e lascia tanta amarezza», spiega Giuseppe Schena, presidente della Fondazione Cr, che proprio a Carpi ha voluto che nascesse il primo Centro Studi “Paolo Borsellino” con sede fuori dalla Sicilia.

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A suggello di questo accordo e per commemorare il murales realizzato dall’associazione il Mostardino, a novembre c’era stata anche Rita Borsellino, la sorella del giudice assassinato dalla mafia, che dopo gli sfregi di dicembre – che avevano colpito anche il murales dedicato a Giovanni Falcone - aveva fatto sentire la propria voce: «Scritte di inaudita gravità, gesti vigliacchi e incivili», aveva denunciato Borsellino in un comunicato congiunto con la Fondazione Cr, per poi inviare un video-messaggio ai ragazzi di Libera e dell’associazione il Mostardino (autori del murales) che avevano organizzato una manifestazione per condannare quanto accaduto in piazza della Meridiana. Ma non è bastato.

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L’opera è stata nuovamente (e pesantemente) imbrattata: «Quanto accaduto ci conferma che dobbiamo continuare ad investire tempo, risorse umane ed economiche per educare e rendere consapevoli i nostri giovani del sacrificio di tanti uomini che hanno dedicato la loro vita per il bene della comunità», sottolinea Giuseppe Schena, assicurando che la Fondazione si farà carico di cancellare gli sfregi e chiederà all’amministrazione di studiare eventuali soluzioni per tentare di contrastare questo fenomeno. Anche perché ora il dubbio è che si ripetano sfregi del genere per pura emulazione: «La preoccupazione di stimolare gesti simili che possano dare quel minimo di popolarità che questi imbecilli ricercano c’è sempre - conclude Schena – Ma il nostro interesse e il primo pensiero è ripristinare quel simbolo di civiltà e lotta all’illegalità diffusa».

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