Via Scaglia, Arpa non convince i cittadini
Gli esperti hanno ribadito in commissione: «Nessun rischio dall’antenna». Ma il Comitato non ci sta
L'antenna al Villaggio Giardino? «Non ci sono evidenze epidemiologiche per questa tipologia», ha rassicurato Daniela Sesti.
La componente dell'Arpae ha così risposto ieri in commissione consiliare Seta alle questioni sorte dopo l'installazione del ripetitore telefonico nell'area. «A Modena non ci sarebbero impianti - ha garantito Daniela Campolieti, responsabile dell'unità specialistica Impatto ambientale del Comune - se il criterio fosse quello delle scuole vicine, a duecento metri di distanza dai ripetitori». Risposte ne ha date anche Alberto Amadei, medico dell'Ausl. Quali?
«Le radiazioni provenienti dall'antenna in questione - ha spiegato il medico - non sono in grado di determinare alcun danno sulla salute delle persone. Non possono produrre nemmeno patologie».
Lui stesso ha poi precisato che «le onde elettromagnetiche sono radiofrequenze che hanno l'unica caratteristica di aumentare la temperatura delle cellule che colpiscono: sono microonde».
Uno studio scientifico del 2011, ripreso in Consiglio dal medico, ha inserito le elettromagnetiche tra le possibili onde cancerogene. Tuttavia, il medico dell'Ausl ha rassicurato ancora una volta i presenti.
«Con questi livelli d'esposizione - ha garantito Amadei - possiamo dire come Ausl che non ci sono possibili danni».
L'Arpo (agenzia regionale per la prevenzione e l'ambiente) ha disposto frequenti controlli sulle radiazioni emesse dai ripetitori.
«Individuiamo siti critici - ha ripreso Sesti - in cui svolgiamo nove campagne di monitoraggio continuo della durata di un mese. Inoltre, svolgiamo altre campagne annuali». I residenti come hanno accolto le rassicurazioni?
«È stata una propaganda politica - ha accusato Matteo Odorici, prima firma della petizione promossa in zona - e la cittadinanza, ancora una volta, è stata messa ai margini. La scienza non ha partito. Si sarebbe dovuto e potuto chiedere anche ai cittadini se avessero esperti o soggetti autorevoli che tutti potessero ascoltare».
«A poca distanza c'era già un'altra antenna - ha chiesto Luca Fantoni, consigliere del Movimento 5 Stelle - perché non utilizzarla anche per il ripetitore in questione?». «Mettere d'accordo più gestori privati - ha risposto Campolieti - è difficile. Il Comune può unicamente fare una proposta, non intervenire direttamente, ma consigliare un'area».
A Modena sono presenti 234 impianti di telefonia mobile autorizzati, secondo dati del Comune. Nello specifico, 206 sono stazioni radio base e 28 sono microcelle-ripetitori. In ogni sito (120 in tutto), di media, c'è oltre un impianto e mezzo. «L'area di Modena dovrebbe essere senza antenne - ha ammesso Campolieti - perché ci sono scuole, ospedali e zone residenziali vicino». Come mai ci sono tanti impianti a Modena?
«In altri Stati ce ne sono meno - ha illustrato la responsabile - perché sono molto potenti. Il regolamento comunale è molto restrittivo rispetto alle normative nazionali. Il numero di nuove installazioni, inoltre, s'è ridotto rispetto ad alcuni anni fa». Campolieti ha garantito, ancora una volta, che è stato rispettato tutto il percorso di legge per l'installazione del ripetitore.
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