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Badanti in fuga da Carpi: «Il lavoro è in Germania»

di Rino Filippin
Badanti in fuga da Carpi: «Il lavoro è in Germania»

Irena Jagiello della Consulta stranieri: «Nel 2011 erano 1200 oggi sono circa 800» Sono sostituite dai disoccupati nelle famiglie. Resta la piaga delle paghe in nero

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Sono almeno quattrocento le badanti che negli ultimi anni hanno abbandonato la nostra città. «Nel 2011 - spiega Irena Jagiello, vicepresidente della Consulta per l’integrazione dei cittadini stranieri - erano oltre 1200, ma da quell’anno le cose, anche qui a Carpi, sono notevolmente cambiate in peggio per le donne dell’Est Europa».

Secondo i dati in possesso di Jagiello sono però ben poche le badanti che hanno lasciato la nostra città per tornare a casa. «La maggior parte - continua la vicepresidente della Consulta - si è trasferita in Germania, dove c’è un ambiente molto più favorevole per chi si occupa di assistere gli anziani. Qui in Italia invece la burocrazia ha reso la vita molto più difficile alle badanti, senza contare la crisi economica».

Irena Jagiello conosce il tema molto bene, anche perché è la rappresentante sindacale dell’associazione carpigiana Donne dell’Est. «Partiamo - dice - dagli aspetti economici. Prima della grande crisi i componenti delle famiglie lavoravano e non c’era insomma il tempo da dedicare ai propri cari non autosufficienti. Da qualche anno - continua - in tanti nei nuclei familiari sono rimasti senza stipendio e di conseguenza rinunciano alla badante e si occupano in prima persona di assistere il parente invalido». A volte la rinuncia alla “donna dell’Est” avviene dall’oggi al domani: si perde il posto di lavoro e la badante viene immediatamente licenziata. «Per quanto riguarda i problemi diciamo burocratici - spiega Jagiello - bisogna dire che le difficoltà sono nate da quando la lavoratrice dell’Est è tenuta ad avere la residenza nell’abitazione in cui svolge le proprie mansioni. Un tempo era sufficiente registrare il domicilio e questo metteva il padrone di casa al riparo da tante spese, ma adesso bisogna pagare Tari e altro anche per la badante e questo non viene accettato dai datori di lavoro». Resta la piaga del lavoro nero, con remunerazioni mensili molto basse. Se “in regola” una badante arriva facilmente ai mille euro più vitto e alloggio, le donne dell’Est in nero invece faticano ad arrivare a 500 euro al mese. «L’Italia - conclude Irena Jagiello - non è più un Paese ambito per le badanti. Oggi si punta verso il nord Europa dove le condizioni di vita per queste lavoratrici sono in generale più favorevoli». E se le badanti scappano da Carpi di certo non è un bel segnale in relazione al livello di benessere della città.

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