I vicini: «Cristina, un fantasma a Vignola»
In tanti conoscono il padre Luciano ma in paese pochi ricordano anche solo il volto della figlia
VIGNOLA. «È una persona meravigliosa, è stato un padre presente e un marito fedele». Quando nel quartiere dove abita Luciano Pancaldi si chiede di lui la risposta che tutti i vicini danno è sempre la stessa. Lo descrivono come una persona di buon cuore, gentile con tutti e abituato a rapportarsi con il pubblico visto che, come racconta Caterina Mazzini, «lavorava in banca ed era a contatto tutto il giorno con le persone». Alla notizia dell’arresto della figlia la signora non è rimasta sorpresa perché «già due ore dopo l’accaduto in paese la chiacchera era sulla bocca di tutti. Io mi ricordo di lei quando era piccola ma da quando il padre le ha regalato l’appartamento non ricordo di averla vista spesso. Nemmeno quando la madre stava molto male. Era Luciano a prendersi cura di lei».
La signora non è l’unica ad aver visto di rado Cristina. Anche Teresa Bettelli, da decenni vicina di casa di Luciano, ricorda che «nonostante fosse stato un padre esemplare la figlia non veniva quasi mai a trovarlo. Luciano è un uomo meraviglioso, un padre d’oro e, per come lo conosco io, una persona fedele. Forse però i figli non vengono sempre nel modo in cui si desidera».
Per Tiziana Ricci, che abita proprio dietro Pancaldi, «Luciano è un vicino esemplare molto gentile ed educato». Ma anche lei, in 26 anni di vicinato, ha visto la figlia poche volte. Un racconto che si sposa con quello di Graziano Sabbatini, amico da 40 anni di Luciano. I due vivono proprio di fronte e Sabbatini rimarca come «nonostante parliamo spesso lui non dice mai come si sente. Non discutiamo mai di quell’aggressione né abbiamo parlato di chi secondo lui potesse esserci dietro quell’agguato. È riservato su questo argomento. Preferiamo parlare d’altro. Certo, anche se in paese la chiacchera di un coinvolgimento della figlia c’era, nessuno può pensare che si arrivi a tanto».
Se il padre Luciano è una persona conosciuta in paese questo non vale per la figlia. Nel palazzo dove alloggia, e dove i carabinieri l’hanno prelevata assieme al compagno, nessuno, o quasi, si è accorto della sua presenza. Chi l’ha vista la descrive come una persona schiva, introversa anche «strana. Era sempre vestita di nero e il compagno era un po’ come lei. Salutavano solo quando erano insieme».
Un vicino ricorda meglio il compagno, Fabio Rasponi: «Un tipo strano. Di sera urlava spesso. Non capivo se era in crisi d’astinenza o se era ubriaco».
Anche nei bar del centro, di fronte la banca dove lavorava il padre, Cristina non è conosciuta. «Penso che non frequentava Vignola», raccontano baristi e cittadini. «Non si vedeva mai in giro». (an.pe)
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