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Intervista della Gazzetta agli atti Le frottole di Fabio e Cristina

Intervista della Gazzetta agli atti Le frottole di Fabio e Cristina

Era il 20 novembre dell’anno scorso e la Gazzetta riusciva ad intervistare Cristina Pancaldi e Fabio Rasponi. Il racconto che forniscono insospettisce i carabinieri, che già hanno ispezionato la loro...

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Era il 20 novembre dell’anno scorso e la Gazzetta riusciva ad intervistare Cristina Pancaldi e Fabio Rasponi. Il racconto che forniscono insospettisce i carabinieri, che già hanno ispezionato la loro casa sia per portare la notizia del ferimento di Luciano Pancaldi sia per verificare eventuali alibi. Ma quell’intervista - che si può rivedere anche sul nostro sito internet - finisce agli atti dell’inchiesta proprio perché emerge il chiaro tentativo di dissimulare l’accaduto e di indirizzare le indagini su altre piste, che tenesse lontani gli investigatori dalla coppia.

«L’altra notte - raccontava Fabio a Marco Pederzoli - saranno state circa le 22,30 quando i carabinieri sono venuti a suonare a casa nostra. Sia io sia la mia compagna eravamo in casa. I carabinieri, però, quando sono entrati nel nostro appartamento non ci hanno detto assolutamente cosa fosse successo. Mi hanno chiesto qualcosa in merito a un piccolo incidente che mi era capitato la settimana scorsa, hanno guardato un po’ in giro nella casa e poi se ne sono andati. Poi, verso le 2,15 di notte, ci hanno convocato in caserma e ci hanno detto quello che era successo». Rasponi fa riferimento a quella denuncia per rapina che aveva fatto un mese prima. Un tentativo grossolano - sostengono i carabinieri - di costruirsi un’alibi.

Cristina Pancaldi, 48 anni, figlia di Luciano e compagna di Fabio da oltre 15, aveva poi aggiunto: «Sono sbalordita, allibita. E, innanzitutto, vorrei capire cosa è successo. Da quando è scomparsa mia madre, che ha lasciato a me la sua eredità, non avevo grandi rapporti con mio padre. Evidentemente, lui non ha accettato che mia madre avesse lasciato tutto a me. Ma rimane sempre mio padre, era lui che si è allontanato, io non ho nulla contro di lui. Quindi vorrei capire cosa è successo. Ricordo solo che, quando era ancora in vita mia madre e la badante rumena, che ha tuttora, andava via, diceva che sentiva dei rumori strani nei pressi di casa sua e raccontava che aveva paura di essere aggredito da qualche extracomunitario. Per il resto, non so davvero cosa possa essere accaduto l’altra sera. Già ieri ho provato a contattare la badante. So che in ospedale ora ci sono le mie zie. Sono sbalordita da quanto accaduto e non ho dormito per tutta la notte». Ecco un altro escamotage - quello dei magrebini - per inquinare le acque. Non è servito.

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