Liberazione, Resistenza e quei regolamenti di conti
Tra Modena e Reggio al via una due giorni di studi sull’immediato dopoguerra e i fenomeni di violenza e ricostruzione della legalità che dividono gli storici
A conclusione del Settantesimo anniversario della Resistenza, a Modena e Reggio Emilia il 7, 8 e 9 aprile si tiene il convegno internazionale di studi "1945-46. Violenza e costruzione della legalità" che si propone di fare il punto sulla fase finale della lotta di liberazione e sull'immediato dopoguerra, indagando il rapporto tra fenomeni di violenza e ricostruzione della legalità. L'intento è quello di discutere le diverse modalità e ragioni del ricorso alla violenza da parte dei diversi attori in campo, andando oltre la schematica raffigurazione del biennio 1945-1946 come una sanguinosa quanto sommaria resa dei conti, quale invece emerge da alcune derive del dibattito pubblico recente. Il convegno, organizzato da Istoreco, Istituto storico di Modena, Istituto Parri di Bologna in collaborazione con Istituto per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia, si svolge tra Modena e Reggio, in un territorio la cui memoria pubblica sul tema è particolarmente accesa.
«Studiare la violenza del dopoguerra è fondamentale per studiare la costruzione della legalità nell'Italia repubblicana, è un percorso più ampio rispetto alle discussioni sui singoli eventi. E non ha parallelismi nella storia italiana successiva» afferma Marcello Flores, docente di Storia contemporanea e Storia comparata alla facoltà di Lettere di Siena, ribadendo l'unicità del tema di cui si parlerà nel convegno.
«Negli anni e decenni passati si è polemizzato molto sulle violenze di fine guerra e del dopoguerra, per lo più con toni di carattere moralistico e partendo da presupposti politicamente orientati - afferma Giuliano Albarani, presidente dell'Istituto storico di Modena - Convegni come questo servono a riportare a terra, nel contesto terribile del 1943-1946, le culture e le pratiche della violenza per conoscere meglio e comprendere le dinamiche che hanno fatto del nostro paese, come di altri teatri europei, il luogo di una spietata lotta contro il nemico interno». Il convegno si apre oggi a Modena giovedì alle 9.30 presso Sala Ulivi dell'Istituto storico con l'intervento "Some personal stories from the chaos" di Nicholas Best, autore molto popolare di libri di storia per un vasto pubblico. Il suo intervento attraversa alcune vicende emblematiche come la visita di Harold Mcmillan a Bologna e a Modena il 23 aprile 1945 - il futuro primo ministro inglese in quel momento è il rappresentante politico degli Alleati in Italia - che, mandato a Modena e Bologna per riferire degli scontri tra partigiani e fascisti finisce con l'imbracciare egli stesso un fucile.
L'intervento si concluderà con un breve esame sulla situazione dei prigionieri di guerra italiani in Kenya e India, tra i quali si verificarono episodi di violenza simili a quelli scaturiti in Italia tra fascisti e partigiani.
A seguire, si parlerà di violenza in Europa nell'età della Guerre Mondiali con Gabriele Ranzato (Università di Pisa); Pratiche e linguaggi della violenza fascista (1919-45) con Giulia Albanese (Università di Padova); Il dopoguerra sbagliato: speranze, recriminazioni e conflitti durante i 45 Giorni con Joshua Arthurs (West Virginia University). Nel pomeriggio dalle 15: Prendere le armi. La scelta della guerriglia nell'Italia del 1943 con Claudio Silingardi (Insmli); Il Sud tra ordine pubblico e violenza con Gloria Chianese (Fondazione Di Vittorio); Rsi: violenza e strategie di controllo del territorio con Mario Renosio (Israt); Regole, giustizia e violenze nel mondo partigiano con Massimo Storchi (Istoreco); L'insurrezione di Firenze con Simone Neri Serneri (Università di Siena). Il convegno prosegue domani e sabato successivi presso all'Hotel Posta a Reggio Emilia. Per informazioni: 3391459817
Laura Solieri
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