Vignola. Luciano Pancaldi: "Io quasi ucciso su ordine di mia figlia? È una nuova coltellata"
Grande l’amarezza di papà Pancaldi dopo l’arresto della figlia Cristina Chiuso nella sua villetta ha voluto incontrare solo un amico durante la mattinata
VIGNOLA. Barricato nella sua villetta in via Caravaggio, Luciano Pancaldi osserva i giornalisti dalla finestra, protetto dalla tenda bianca. Le persiane quasi tutte serrate, la macchina parcheggiata nel vialetto. Solo a un amico, in mattinata, ha aperto la porta di casa sua, poco dopo il consueto giro in paese.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.13256651:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/cronaca/2016/04/07/news/voleva-morto-il-papa-per-l-eredita-i-killer-assoldati-con-20mila-euro-1.13256651]]
Pancaldi non ha voglia di parlare con nessuno. Non della vicenda che lo ha visto, suo malgrado, protagonista. Al citofono promette che «nei prossimi giorni» forse dedicherà del tempo alla stampa. Le ferite aperte dalle coltellate dello scorso 19 novembre sono ormai cicatrizzate ma per gli squarci causati dall’arresto della figlia Cristina ancora non conosce i tempi di ripresa. Sempre che si possa riprendere dall’idea che proprio la figlia, secondo l’accusa, lo volesse morto. Uscire fuori da questo empasse non sarà facile nonostante i rapporti tra padre e figlia fossero ridotti all’osso ben prima dell’imboscata di via Cappuccini. Problemi di denaro, legati all’eredità della madre, deceduta nel 2014.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.13256660:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadimodena/locale/vignola-sicari-pagati-per-uccidere-il-padre-il-video-che-ha-incastrato-cristina-pancaldi/55952/56281]]
Al telefono però Pancaldi, voce cupa e rassegnata, lontano dalle pressioni di una discussione a quattrocchi, si sbottona e racconta: «Io le coltellate le ho prese e so quello che si prova. Però poi ci sono altre coltellate», spiega riferendosi all’arresto della figlia. «Io non so proprio cosa dire. Ho fatto tutto quello che ho potuto in tutta la mia vita». Anche comprare un’abitazione per Cristina, disoccupata, e convivente con Fabio Rosponi, anche lui senza lavoro da diverso tempo.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:foto-e-video:1.13249450:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/foto-e-video/2016/04/06/fotogalleria/pago-sicari-per-uccidere-il-padre-arrestata-con-il-compagno-1.13249450]]
Luciano ha seguito per tutta la mattina i telegiornali. È stanco di sentir parlare di lui e invita più volte a contattare direttamente il «Tg5 visto che sapevano già tutto della mia storia e l’hanno raccontata nei minimi dettagli. Io non ho voglia di parlare dei mie problemi». Ma poi sottolinea come stia «cercando di reagire nel migliore dei modi. In futuro sarà quel che sarà. Siamo padroni di noi stessi, poi magari ti prende un infarto e... Speriamo di “no”, grazie al cielo. Ora cerco di tirare avanti ».
Non è in grado di descrivere il suo stato emotivo anche se conferma di sentirsi ferito: «Non so cosa dire di preciso. C’è poco da “sentirsi” in una situazione come questa».
Dopo due minuti di telefonata Pancaldi torna nella sua posizione originaria: è stanco. «Non voglio più parlare. Fra qualche giorno vedremo come mi sentirò».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
