«Maserati, a Modena un nuovo modello»
L’annuncio della Uilm dopo l’incontro con la dirigenza di Fca: «Buone novità per l’occupazione»
Novità di segno positivo per lo stabilimento Maserati di viale Ciro Menotti dopo l’incontro avvenuto ieri a Modena con la dirigenza di Fiat Chrysler Automobiles. Lo si deduce dalle parole di Gianluca Ficco, coordinatore nazionale Uilm del settore automotive, al termine dell'incontro: «Per la storica fabbrica Maserati di Modena - dice Ficco - Fca sta valutando la possibilità di assegnazione di un nuovo modello di nicchia del marchio extra lusso. È una prospettiva importante, poichè a fine anno terminerà la produzione della Granturismo e resterà solo quella della Alfa 4C, con conseguente scarico di lavoro per 120 persone. Confidiamo che nei prossimi mesi Fca possa sciogliere la riserva in modo positivo, per dare concretezza anche a Modena alla affermazione di principio secondo cui entro il 2018 tutti gli stabilimenti dovranno essere saturati dal punto di vista occupazionale. Fca - continua Ficco - si è detta disponibile ad assumere subito tutte le iniziative utili a ridurre l'impatto della cassa integrazione, come il distacco di circa 50 lavoratori nella vicina Ferrari, la possibilità di trasferimenti in Sevel, a Termoli, analoghi trasferimenti nel sito Fca di Cassino, la possibile apertura di un percorso di uscite volontarie incentivate finalizzate alla pensione nonchè l'assegnazione di alcuni addetti al contiguo polo di ricerca modenese di Maserati Corse, la cui occupazione continua a crescere, tanto che il numero di dipendenti complessivi di Maserati a Modena, negli ultimi tre anni, è passato da 750 a oltre 1.300 unità». Alberto Zanetti, segretario della Uilm di Modena, aggiunge: «Non tutti i timori sono fugati, ma si può prefigurare un futuro in linea con la storia dello stabilimento se la nuova vettura col Tridente verrà assegnata a Modena».
Meno ottimistico il commento congiunto di Fim Cisl, Uilm Uil, Fismic Confsal, Uglm e Aqcf: «Non ci sono novità rispetto a quanto dichiarato dall’Ad Sergio Marchionne il 16 marzo scorso. Un nuovo modello richiede tempi non brevi di industrializzazione, in ogni caso si pone, anche nella migliore delle ipotesi, un problema di scarico di lavoro, quantificabile in 120 persone».
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