«Non capisce l’italiano: patente da revisionare»
Il suo regalo di Natale? Una lettera della Motorizzazione Civile di Modena che gli imponeva la revisione della patente. Il motivo? A un casello di Milano la polizia stradale aveva avuto dubbi sulla...
Il suo regalo di Natale? Una lettera della Motorizzazione Civile di Modena che gli imponeva la revisione della patente. Il motivo? A un casello di Milano la polizia stradale aveva avuto dubbi sulla sua capacità di parlare bene italiano e i cartelli stradali. Tanto è bastato per un cinese residente a Modena per trovarsi due anni dopo a dove rifare l’iter per la patente. Per questo si è rivolto al Tar di Bologna che ora gli ha dato ragione nel ricorso contro la Motorizzazione civile di Modena sostenendo che un controllo non può bastare per mettere in discussione la capacità di guidare di un patentato.
Il controllo è avvenuto il 26 giugno 2013. Il cinese si trovava al casello di Milano Nord. Una pattuglia della stradale lo avvicina e gli chiede i documenti. Un agente ritiene che il conducente faccia fatica a capire l’italiano e i cartelli, ma non è chiaro in base a cosa. Fatto sta che stende un verbale e due anni dopo, nel dicembre 2015, al cinese arriva una raccomandata della Motorizzazione di via Galilei che gli impone la revisione della patente senza neppure notificargli l’avvio della procedura.
Il giudici riconoscono che la revisione della patente diventa necessaria dopo un incidente per verificare se chi guidava era davvero in grado di farlo correttamente. Non è però questo caso. Aggiungono i giudici amministrativi: «La giurisprudenza ha più volte affermato che una sola infrazione alle norme del Codice della strada, se non di particolare gravità, non può costituire, di per sé ed indipendentemente da ogni valutazione circa l'idoneità e la capacità alla guida del conducente, il presupposto del provvedimento inteso a prescrivere la revisione della patente di guida». Inoltre i giudici non capiscono quali siano i motivi che hanno messo in moto questa pratica e definiscono «singolare»la segnalazione della stradale. Il provvedimento è così revocato e il Ministero dei trasporti viene condannato a pagare le spese.
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