Spilamberto, 2166 firme per dire no alla fusione
Boom di adesioni al comitato contrario all’unione con altri Comuni limitrofi «È il segnale che ai cittadini l’idea non piace. Ora ci devono ascoltare e fermarsi»
VIGNOLA. In 18 uscite pubbliche, sono state raccolte nella sola Spilamberto 2.166 firme per dire no alla fusione dei Comuni. È questo il notevole risultato che ha portato a casa il gruppo di cittadini, di diverse estrazioni politiche, nato dopo che l’Unione dei Comuni ha deciso di effettuare uno studio di fattibilità su una fusione tra Comuni dell’Unione. E ieri, questi risultati sono stati presentati da alcuni dei fondatori del gruppo, ovvero Omer Bonezzi, Paola Forghieri, Illias Aratri, Luigi Barozzi, Graziano Giacobazzi e l’ex sindaco Maurizio Zanasi. Tutti esultano per il risultato raggiunto, come Omer Bonezzi che ha commentato: «Per Spilamberto, 2166 firme, sono una valanga. Tutto questo significa che la liquidazione del Comune di Spilamberto non convince i cittadini: 2166 firme sono il 56% di quanti hanno votato alle regionali a Spilamberto (3872). Chiediamo quindi che i consiglieri comunali di Spilamberto non votino alcuna ipotesi di fusione di comuni. Decisione che sarebbe priva di mandato democratico. Siamo certi che non abuseranno della loro posizione per fare del male al loro paese. Chiediamo inoltre all’Unione di non imbarcarsi in un’avventura che potrebbe costare cara a tutti i concittadini. Chiediamo alla Regione - prosegue Bonezzi - qualora venisse indetto il referendum consultivo, che se a Spilamberto vincesse il no, di non procedere alla fusione di Spilamberto con altri Comuni. La legge col “metodo Valsamoggia” è ancora in vigore: Bazzano e Savigno votarono contro il referendum ma sono stati fusi lo stesso».
Tanti i volti noti spilambertesi che hanno aderito: Daniela Barozzi, già vicesindaco, l’ex assessore Sara Zanni, i consiglieri di opposizione Mirella Spadini, Fiorella Anderlini, Claudio Ori, Maurizio Forte e Alberto Malmusi, ma anche l’ex sindaco Francesco Lamandini, l’ex presidente del consiglio comunale e membro della segreteria Pd spilambertese, Maddalena Vandini, gli ex consiglieri Laura Galloni, Enrica Biagi, Pier Maria Ferrari, Cristoni Loris e Umile Gioia.
Nel caso in cui le istanze dei firmatari non fossero prese in considerazione, sono già pronte le contromosse. Ad illustrarle sempre il portavoce Bonezzi: «Se Inascoltati, continueremo la nostra lotta. Cercheremo alleanze, cercheremo di promuovere comitati negli altri Comuni oltre a Spilamberto e a Marano (anche a Marano è infatti in corso una raccolta firme anti fusione, ndr), valuteremo se utilizzare il referendum comunale abrogativo, non escludiamo il ricorso al Tar».
Non da ultimo Paola Forghieri, sempre ieri, ha mostrato numeri alla mano la non - economicità di un’eventuale fusione, poiché secondo uno studio del ministero degli Interni, cui si aggiunge anche un analogo studio regionale, le realtà comunali che registrano tra le minori spese correnti risultano essere proprio quelle tra i 10 e i 20 mila abitanti (come Spilamberto), mentre le spese crescono nettamente con un sensibile aumento della popolazione.
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