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Tre etti di marijuana per cura psicologica: assolto un 45enne di Modena

di Carlo Gregori
Tre etti di marijuana per cura psicologica: assolto un 45enne di Modena

Il giudice riconosce che il modenese deteneva la droga a scopo terapeutico. Si era fatto spedire semi dall’Olanda

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MODENA. È stato assolto il facoltoso 45enne che si faceva spedire pacchi di semi di cannabis dall'Olanda e che durante una perquisizione in casa, dopo al segnalazione delle Dogane, aveva consegnato alle “fiamme gialle” ben 350 grammi di “erba”. Il giudice Andrea Romito ha sentenziato che «il fatto non sussiste» in quanto la detenzione era sì reale ma il modenese non voleva venderne neanche un grammo: non solo non ne aveva bisogno finanziariamente, non solo in casa sua non è stato trovato nulla che potesse ricondurre a un'attività di spaccio ma ha provato che ne faceva uso per uscire da una dipendenza psicologica da droghe più pesanti, fatto del quale il Sert era a conoscenza.

Il suo difensore, l'avvocato Carlo Alberto Zaini di Rimini - esperto nazionale di diritto e droghe leggere - ha spiegato che la marijuana sequestrata, anche se voluminosa, non era così potente e che il suo cliente se la intendeva fumare in una ventina di giorni. Il processo con rito abbreviato era in iniziato in ottobre. È stato allora che è emersa questa vicenda particolare. L'inizio porta a Campogalliano: agli uffici della Dogana avevano intercettato un pacco dall'Olanda indirizzato al 45enne, un uomo che vive di rendita con la madre anziana in città. All'interno erano però stati trovati sei semi di cannabis ciascuno chiuso in una scatola. Anche se possedere semi del genere non è reato (perché non sono equiparabili a una droga), è stata avviata una procedura da parte dell'Agenzia delle Dogane che ha portato la guardia di finanza a perquisire l'abitazione del destinatario del pacco. Così un giorno gli agenti hanno suonato il campanello della villa, questi ha aperto, ha ascoltato i motivi della perquisizione e ha fatto accomodare gli agenti consegnando lui stesso la droga.

«Ecco - ha detto- questa è tutta la marijuana che tengo in casa. È per mio suo personale». Se i semi contenevano poco principio attivo, le analisi di laboratorio della finanza hanno portato a scoprire che anche i 350 grammi di “erba” sequestrati non erano così “carichi”. Due confezioni contenevano 150 grammi di “erba” ciascuno con un 8% di Thc e 50 grammi restanti solo un 5,6%. Insomma, non era marijuana “leggera”. Agli agenti ha poi precisato che la droga non era destinata allo spaccio e che non ha mai spacciato.

L'avvocato Zaina ha chiarito chi è il suo cliente: un ex tossicodipendente che vive agiatamente e quindi non ha alcun bisogno di spacciare. In casa sua, ha sottolineato, le “fiamme gialle” non hanno trovato nulla che faccia pensare a un'attività di spaccio: niente stagnola, niente bilancino o cellophane per confezionamento. Infine ha spiegato perché ne fa uso: fumare la “canna” gli serve a non sentire necessità di far uso di droghe pesanti. Il Sert lo sa perfettamente, ha chiarito il difensore. Non si tratta però di una prescrizione terapeutica perché non c'è ricetta medica. È piuttosto una terapia esclusivamente psicologica. Motivi ritenuti sufficienti per l’assoluzione.

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