Gazzetta di Modena

Modena

Anziani truffati a Modena, smascherata una banda

di Stefano Totaro
Anziani truffati a Modena, smascherata una banda

Uno si fingeva avvocato, due riscuotevano i soldi: la Mobile scopre che avevano una lista di 38 vittime in un solo giorno

3 MINUTI DI LETTURA





MODENA Avevano creato una squadra, un’organizzazione ben rodata e che faceva truffe agli anziani su tutto il territorio del centro nord d’Italia.

A Modena e provincia avevano un carnet di 38 numeri di persone anziane con cui, in una sola giornata “di lavoro”, cercare il colpo con tecniche consolidate: c’era la mente, ovvero il finto avvocato, che sciorinava con spedita parlantina (e soprattutto senza accento napoletano) fatti e circostanze per far cascare nella trappola la vittima, c’erano i due galoppini, gli addetti che avevano il ruolo di ritirare i soldi che la malcapitata aveva disperatamente affannosamente cercato di racimolare per aiutare il figlio finito nei guai in un presunto incidente o in una causa assicurativa urgente.

Una organizzazione che è stata scoperta e smantellata, dopo mesi di certosino lavoro sulle utenze telefoniche, dalla squadra Mobile modenese. Ora tre persone hanno l’obbligo di dimora nella loro città di residenza abituale, Napoli: si tratta di Gennaro Farinelli, 32 anni, di Gennaro Parisi, di 54, e di Giovanni Bonito di 43. I tre erano accusato di associazione a delinquere finalizzata alla tentata truffa continuata ed aggravata perché condotta nei confronti di persone deboli, facilmente aggredibili come appunto gli anziani.

L’indagine scattò grazie alla prontezza ed all’acume di un impiegato di banca il quale si insospettì di fronte alla richiesta inusuale della cliente di 84 anni di prelevare, senza alcun preavviso e con urgenza, la consistente somma di 5mila euro. L’impiegato, con discrezione, chiese di sapere come mai, a cosa servissero tutti quei soldi.

E la donna gli raccontò cosa era successo, ovvero il copione classico di una truffa purtroppo in voga: aveva ricevuto la telefonata da un avvocato che le aveva spiegato che suo figlio aveva avuto un incidente e che, per espletare alcune pratiche fondamentali per la sua posizione. Erano necessari tutti quei soldi, altrimenti per il figlio sarebbero stati guai seri. L’anziana rispose che sarebbe dovuta andare in banca a prelevare il contante e poi avrebbe “saldato”.

L’impiegato della banca allora, capendo che la storia era inverosimile ha chiamato il figlio della signora per avere chiarimenti definitivi e poi ha avvisato la polizia.

In borghese pertanto alcuni agenti della Mobile si piazzano fuori dalla banca, “scortano” senza farsi notare la donna sino a casa e poi individuano un uomo che era presente in entrambi i luoghi che cercava di allontanarsi nervosamente. E lo bloccano, si trattava di Giovanni Bonito. Gli viene sequestrato il cellulare e dato il cosiddetto foglio di via. Scattano le indagini sulle chiamate, gli esperti della Mobile risalgono a tre sim card con i numeri di serie in fila, dove c’era traffico ( e dove risultava la chiamata alla 84enne e anche a un’altra modenese con richiesta di 2800 euro). La cellula telefonica, la “regia” delle chiamate era piazzata a Cattolica, per depistare, in modo che fosse indimostrabile la presenza sul territorio della mente della banda. E poi c’erano i due inviati alle riscossioni, che rimanevano in attesa delle indicazioni dalla “centrale”, pure loro incastrati dal traffico telefonico in entrata e in uscita. Trentotto numeri per potenziali 38 vittime: solo questo dato è indicativo di come sia facile finire nelle attenzioni di questi malviventi.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google