Castelluccio a Maranello, una vita sotto scorta:«Ho dato un taglio alla camorra»
A Torre Maina il parrucchiere che vive sotto scorta e che ha voluto denunciare
MARANELLO. La criminalità organizzata? «I fenomeni esistono in tutta Italia: bisogna avere il coraggio di denunciare». Chi parla ha avuto il coraggio di fare il primo passo verso la giustizia. È Salvatore Castelluccio. Un parrucchiere napoletano divenuto quasi un paria dopo una scelta: dire no alla camorra e al pizzo. «La vita ti cambia totalmente - ha ammesso l’uomo, ieri ospite di “Ricci e Capricci” a Torre Maina - perché da nove mesi vivo sotto scorta. In parte sei protetto e ti senti sicuro; tuttavia, perdi la libertà e sei vincolato.
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Devi comunicare tutti gli spostamenti e non è semplice sia per me sia per la mia famiglia». Inchieste sviluppate sul nostro territorio stanno portando a galla fenomeni spesso ignorati. Ormai nel nostro territorio gli esperti parlano di radicamento mafioso e non d’infiltrazione: la radice è più profonda della goccia che si diffonde. Castelluccio è stato ospite per due giorni nel territorio maranellese. È stato invitato grazie all’associazione “Iolotto” all’interno della GenerAzione Legale. La “ricetta” che propone è la stessa e vale sia per il Sud sia per il Nord, i giovani e gli anziani: «Denunciare e farsi avanti». Avanti si sono fatti i clienti nei due giorni di attività. Chi non conosceva la sua storia ha trovato una locandina dell’evento (“Un taglio alla camorra”) già dall’ingresso delle due attività (c’era anche Bianca Ferrari).
All’interno un’altra locandina, il giornale con la copia dell’articolo di presentazione, lo staff e l’ospite. Secondo una celebre tradizione il parrucchiere conosce tutti i segreti di un territorio ed è un uomo loquace. Castelluccio non dà quest’impressione. La sua figura è più quella dell’uomo d’azione, dedito al lavoro e che poco spazio lascia a facili proclami. Lo si nota anche dalle risposte che fornisce: brevi, lineari, a impatto. Così fa anche il pelo e contropelo allo Stato. «L’unica solidarietà che mi ha dato è stata la protezione - ha riconosciuto il parrucchiere partenopeo - poi niente».
Solidarietà ne ha avuto anche dall’associazione, che gli ha permesso anche di lavorare in questi due giorni. «Ho perso almeno la metà della clientela», ha ripreso. Chiaro il giudizio su cosa possa fare di più lo Stato per le persone che, come lui, hanno detto di no al racket. «Noi facciamo la nostra parte verso lo Stato aiutandolo - ha risposto Castelluccio - ma anche lo Stato ci deve stare più vicino, deve aiutare anche noi. Dopo aver denunciato ci sono seri problemi. Nel mio caso, le persone hanno paura di farsi tagliare i capelli nel mio negozio. Ho perso il 50-60% della clientela».
Nessun dubbio se rifarebbe la scelta: «Sicuramente». (g.f.)
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