I burattini di Leo Preti ritornano a Modena
Grazie alla storica società del Sandrone, Modena questa volta non si è lasciata sfuggire l'eredità dell'ultimo dei grandi burattinai Leo Preti, un tesoro preziosissimo riferibile alla cultura...
Grazie alla storica società del Sandrone, Modena questa volta non si è lasciata sfuggire l'eredità dell'ultimo dei grandi burattinai Leo Preti, un tesoro preziosissimo riferibile alla cultura popolare e alla commedia dell'arte di metà-fine Ottocento “soffiato” di recente al Comune di Crevalcore.
L'associazione modenese presenterà il patrimonio con tutti gli onori – probabile una partecipazione del sindaco Muzzarelli che ieri si è detto molto interessato all'argomento – la settimana prossima nella sua sede di piazzale San Domenico. Si tratta di una novità importante visto che la società del Sandrone, grazie ai buoni uffici del suo presidente Iattici, è riuscita ad assicurarsi una cinquantina di burattini realizzati nell'ottocento in legno e vestiti con tessuti ancora originali.
Non solo. Rimangono a Modena, grazie anche agli eredi Preti, una sessantina di fondali dipinti per le scene dei burattini e soprattutto due baracche di fine ottocento, le preziosissime strutture dove si svolgono gli spettacoli.
Una di queste ultime strutture verrà anche montata in via permanente in uno dei saloni del circolo ricreativo che già, tra l'altro, nelle sue sale ospita numerosi burattini oltre a opere originali di Mario Molinari e altri artisti modenesi. Sul patrimonio ereditato dalla famiglia di Leo Preti verrà anche allestita presto una mostra che in qualche modo riprende quella che i musei civici modenesi realizzarono nel 2013.
“Teste di legno e cuori di panna, burattini modenesi di ieri e di oggi”, questo il titolo di quella rassegna, faceva il punto sull'importanza storica dei burattini sotto la Ghirlandina. Un patrimonio da riscoprire, quello modenese dei burattini, perché non ci sono solo le note maschere di Sandrone e Pulonia della famiglia Pavironica, ma anche famiglie di artisti burattinai come i Maletti, i Campogalliani, i Tirelli e appunto i Preti. (s.l.)
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