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«Maserati, a gennaio stop alla produzione nel sito di Modena»

di Gabriele Farina
«Maserati, a gennaio stop alla produzione nel sito di Modena»

«Nessuna certezza sul futuro: qui chiudono i vecchi modelli e verranno realizzate solo Alfa 4C con 120 posti in esubero»

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«Dal primo gennaio a Modena non ci sarà più produzione Maserati». È l’allarme lanciato ieri da Cesare Pizzolla, segretario provinciale Fiom - Cgil: «È ciò che ci ha detto Pietro De Biasi (responsabile delle relazioni industriali di Fca)- ha assicurato Pizzolla - nel solco di quanto detto dal dottor Marchionne all’inaugurazione dell’anno accademico. Ha ribadito che Modena diventerà il centro di progettazione ingegneristico del gruppo, vantando che ci sono state 600 assunzioni negli ultimi anni. Ha confermato che saranno costruite Alfa 4C e che dal primo gennaio non ci sarà più produzione dei modelli GranCabrio e GranTurismo a Modena».

«Pensavamo che l’ultimo modello sarebbe uscito fino al 2018 - ha ripreso Pizzolla - come secondo una dichiarazione del 2014. A una domanda incalzante su che modelli di marchio Maserati saranno prodotti a Modena è stato risposto che non è stato ancora deciso. Siamo ad aprile. Lo stabilimento modenese non ha la capacità di fare 40-60mila come si pensa di fare. Non è stato determinato dove, quando e se saranno collocate le auto nel piano industriale. Anche se si decidesse oggi, non ci sarebbero i tempi per ripartire il primo gennaio. Chi oggi indossa la casacca Maserati in via Ciro Menotti dal primo gennaio farà Alfa». Altre sigle sindacali hanno parlato di “scarico produttivo”. «Si chiama esubero di 120 persone - ha garantito Pizzolla, appellandosi all’unità sindacale per fare fronte comune - di cui 105 lavoratori diretti e 15 indiretti. Pensano di non licenziare nessuno, ma di avviare una gestione di trasferimenti di tipo strutturale con aziende del gruppo Fca o momentanei extra gruppo. Nel secondo caso si parla della Ferrari, con cui pensano di fare 40-50 trasferimenti». La cassa integrazione per loro dovrebbe proseguire. «Dal 14 aprile ci saranno cinque o sei giorni», ha anticipato il segretario.

Nessun cambiamento in vista per la progettazione.

«Siamo contenti che restino i mille ingeneri - ha detto - ma non possiamo accettare che nel 2016 faremo duemila Maserati a Modena e nel 2017 ne faremo zero. Alle istituzioni e ai partiti politici chiediamo questo: Modena si può permettere di non produrre più la Maserati?».

Gian Carlo Muzzarelli è stato invocato durante la protesta del 21 marzo. «Il sindaco può fare pressioni istituzionali - ha garantito Pizzolla - quando c’è un’impresa che sta espropriando il territorio di una ricchezza importante. Mi risulta che stia lavorando».

Sul futuro di Maserati a Modena c’è una seconda interrogazione in Parlamento del deputato modenese del Pd, Davide Baruffi, componente della Commissione Lavoro, secondo cui «mai come in questo momento è necessaria una forte presa in carico unitaria da parte di tutti. C’è in gioco non solo il destino di un numero rilevante di lavoratori, ma di un pezzo dell'identità di Modena e del suo futuro produttivo».

Gabriele Farina

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