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Piazza Pomposa a Modena, il rumore non viene dal locale: assolti i due titolari

di Carlo Gregori
Piazza Pomposa a Modena, il rumore non viene dal locale: assolti i due titolari

Dopo anni di contenziosi con un vicino i gestori del Perlage, in piazza Pomposa a Modena, risultano innocenti dall’accusa di disturbare la quiete serale

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MODENA. Il rumore c’è ma non viene dal locale - come per anni ha sostenuto l’inquilino di sopra - bensì dalla gente in strada che fa baccano anche a tarda ora. È finito con un’assoluzione il processo con rito abbreviato alla “movida” serale in centro. Sotto accusa un noto locale della Pomposa, il Perlage, per un problema molto diffuso: i titolari, Gianluca Venturelli e Marcello Marinelli, erano imputati di disturbo della quiete pubblica. Ad accusarli un inquilino che abita alcuni piani sopra. Da anni ha scatenato una battaglia per dimostrare come il locale gli toglie il sonno. Soprattutto il bagno era diventato una sua ossessione: da lì provenivano continue vibrazioni e i rumori che erano, secondo lui, riconducibili all’asciugamani elettrico. Poi c’era il frastuono della gente nel locale e altri rumori forti. Una situazione che può davvero rovinare la vita: ne sanno qualcosa i residenti di altri palazzi che si trovano analogamente a convivere da anni con locali al piano terra sempre nelle zone della movida in centro: sia alla Pomposa che in zona Gallucci, tanto che negli anni molti si sono trasferito altrove, per l’impossibilità di sfogare la rabbia e la frustrazione nate dall’incapacità di mettere fine al baccano serale e notturno, soprattutto in estate.

L’inquilino della Pomposa era arrivato al punto di avviare una causa civile contro il Perlage e di ingaggiare un’agenzia di investigazione privata per far controllare il locale. Poi ha incaricato anche un professionista per rilevamenti acustici e di rumori. E il giudice gli ha dato ragione. Armato di questa documentazione testimoniale, ha poi denunciato penalmente i due gestori del wine bar. Che alla fine sono stati rinviati a giudizio. Ieri il giudice ha accettato la proposta di processo abbreviato avanzata dai difensore, l’avvocato Marco Pellegrini. Nel corso della discussione la parte civile ha presentato tutti i documenti raccolti, riguardanti non solo lo sforamento dei limti d’orario notturno ma anche l’attività serale normale. Ha anche ricordato che nella sentenza civile il giudice aveva intimato ai titolari di rispettare i parametri necessari per una buona convivenza e che se il rumore si fosse protratto avrebbero dovuto pagare una multa di 50 euro a sera.

La difesa ha così spiegato che il rumore non poteva provenire dall’interno del Perlage. Il motivo: l’intero locale è stato totalmente adeguato al problema con una porta a scatto automatico, un impianto hifi controllato, la tv muta con sole immagini e persino l’installazione di un nuovo asciugamani più silenzioso. Quindi non solo il locale è isolato dalla piazza ma dall’interno non si può rilevare una fonte di rumore che arrivi ai piani superiori. Come ha spiegato la difesa, i rumori rilevati alle 23 di una sera d’estate, prodotti nella relazione dell’inquilino, vanno ricondotti al pubblico esterno, i giovani che frequentano la piazza, insomma: il locale aveva fatto il possibile Di qui l’assoluzione.

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