Srs, 18 lavoratori in mobilità
Fiorano. L’azienda che produce sistemi grafici continua a ridurre il personale
Il sindacato Slc-Cgil e i lavoratori dell’azienda Srs di Fiorano, che si occupa di sistemi grafici e design, si chiedono quale possa essere il futuro dell’impresa dopo che la direzione aziendale ha presentato una procedura di riduzione di personale per ulteriori 18 lavoratori e la conseguente cessazione dei reparti di ricerca e grafica, fino a oggi il core business di Srs.
«Diverse sono state negli ultimi anni le procedure di mobilità - dice Slc Cgil - per stare alla più recente, quella di dicembre, con un accordo di uscita per 10 lavoratori volontari e la chiusura del reparto cilindri. L’azienda occupa ad oggi 53 lavoratori di cui 15 assunti nel solo anno 2015, grazie al Jobs Act che prevede minori tutele per i lavoratori».
«Siamo ben coscienti - dice Marcello Rosvich di Slc-Cgil - che la crisi dell'azienda parte da lontano e si colloca all'interno delle profonde trasformazioni tecnologiche che hanno colpito il settore serigrafico: con l'avvento delle macchine digitali ha visto sempre più le aziende del settore dismettere certe tecnologie e spostare le proprie risorse sulla produzione di grafica per piastrelle. Per queste ragioni - prosegue il sindacalista - è assolutamente incomprensibile la scelta controtendenza di Srs, che dall'avvento della crisi continua a non avere una chiara linea strategica. Sono stati infatti presentati piani industriali che puntualmente sono stati disattesi, come l'ultimo piano industriale, presentato non più di un anno fa, che prevedeva un nuovo e più evoluto reparto grafico denominato B14 che però a distanza di così poco tempo l'azienda non ritiene sia più proficuo, procedendo alla sua cessazione. Lo stesso reparto della ricerca viene ora cessato. O la creazione di una partnership con altre aziende del territorio per la produzione di cilindri siliconici, frutto di un accordo sindacale a fine dicembre che prevedeva il trasferimento del personale alle dipendenze di una nuova realtà imprenditoriale, cosa che però ad oggi siamo ancora in attesa che si verifichi», conclude Rosvich.
I lavoratori e la Slc/Cgil si dicono pronti a passare a più incisive azioni di lotta.
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