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La giunta oggi è rosa ma l’assessore donna è una conquista lenta

di Martina Stocco
La giunta oggi è rosa ma l’assessore donna è una conquista lenta

Formigine. In Consiglio i 70 anni del suffragio universale La partigiana Nivarda Busani: «Eravamo delle incoscienti»

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FORMIGINE. Verde come la speranza, bianca come il candore e rossa come il sangue. Sono i colori della nostra bandiera raccontati dalla prospettiva femminile.

Lo sguardo è quello di Nivarda Busani, staffetta partigiana magretese. «Abbiamo comprato diversi metri di stoffa bianca - ha raccontato Busani - l’abbiamo tinta di rosso e di verde. Abbiamo appeso la stoffa colorata ed è passata una donna che ha domandato cosa facevamo. Abbiamo ritagliato la stoffa a triangoli e abbiamo fatto dei foulard per i partigiani della Brigata Italia di cui faceva parte Gorrieri. Siamo state delle incoscienti, era un po’ rischioso. Tuttavia, era tutto molto naturale».

La sua storia è simile a quella di tante altre donne che hanno combattuto per la Liberazione dal nazifascismo. Un impegno che sarebbe stato premiato nel 1946 con la conquista del diritto di voto femminile, ricorrenza celebrata giovedì sera in consiglio comunale.

«È tempo di bilanci - ha detto Maria Lisa Cinciari Rodano, parlamentare europea - perché ad esempio abbiamo ancora un livello di salario differente. È alta la disoccupazione femminile rispetto al resto d’Europa; è in aumento la violenza sulle donne; sono stati ridotti i servizi per conciliare lavoro e famiglia. Abbiamo ottenuto tanto, ma dobbiamo rimboccarci le maniche e continuare su questa strada».

Di conquiste ancora da ottenere ha parlato anche Aude Pacchioni. «Ancora oggi c’è bisogno di una legge per le quote rose. Il problema - ha sottolineato il presidente dell’Anpi provinciale - deve farci riflettere e riguarda le giovani generazioni. È necessaria un’educazione alla parità».

«Il voto è stato davvero conquistato con la lotta, il sacrificio, la guerra, e la Resistenza - ha ripreso Raffaella Cattinari, rappresentante dell’Anpi di Formigine - ed è stata una riconquista da parte di tutti».

Una riconquista a livello nazionale, ma anche a livello locale. «La popolazione formiginese - ha ricordato Germana Romani, esperta di storia locale - era lontana da un’identità politica. Il voto era negato ad analfabeti e donne. La scuola femminile era sottovalutata e iniziò dieci anni dopo rispetto a quella maschile. Per le ragazze l’insegnamento aveva una forte incidenza di materie pratiche. Tuttavia, durante la guerra ci fu uno stravolgimento sociale e le donne acquisirono maggior consapevolezza. Nel 1946 andarono a votare l’89,4% delle aventi diritto, ma non potevano essere iscritte in nessuna lista di partito. Nel 1961 Daria Marchetti Bertolani è stata la prima consigliera. Nel 1976 Liliana Giovannini è stata la prima a entrare in Giunta. Ora è differente: c’è un sindaco e diversi assessori donna».

Protagoniste di oggi e di ieri che sono state premiate dopo gli interventi politici.

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