Le autiste di Seta contro l’azienda
Dura polemica dopo l’omaggio di Muzzarelli e Bulgarelli Lunedì sciopero: «Non abbiamo nemmeno il bagno»
«Un ricevimento in Comune per le donne di Seta? Ma di cosa stiamo parlando...». Sono andati su tutte le furie i sindacati di fronte alla “fretta comunicativa”, per usare un eufemismo, avuta da Seta nel comunicare come un paio di colleghe siano state ricevute dal sindaco Muzzarelli e dal presidente di Seta Vanni Bulgarelli per «sottolineare l’importanza del lavoro femminile in un ambito particolarmente rilevante e delicato quale quello del servizio di trasporto pubblico». Il tutto alla vigilia di uno sciopero, previsto per lunedì, che evidenzierà ancora una volta una situazione deficitaria che in questi mesi continua ad abbattersi su lavoratori ed utenti.
«Parlo a nome della stragrande maggioranza della componente femminile dei lavoratori di Seta - spiega Silvia Mantovani della Faisa Cisal - e siamo indignate da come si sia potuto procedere in questo modo, vendendo l’iniziativa un singolo come quella dell’intera componente femminile di Seta. Questa è propaganda inutile, e ci sentiamo ridicolizzate e offese. Da una parte c’è una nostra collega, accompagnata da un’altra lavoratrice, che si è prestata a questa iniziativa senza nemmeno interessare chi rappresenta le lavoratrici. È stata strumentalizzata. E dall’altra, appunto, ci sono il sindaco e i vertici di questa azienda che non hanno mai minimamente dimostrato di volersi aprire al confronto in questa fase così delicata».
Il momento, infatti, è quello di un nuovo sciopero sindacale, previsto per lunedì, per 24 ore, con presidio davanti alla sede di Seta delle 8.30 alle 11.30. E così, mentre l’azienda dà notizia dell’acquisto di 80 nuovi mezzi, la polemica divampa: «Ci tengono a far bella figura dimostrando di avere a cuore le donne - continua Mantovani - quando vorrei ricordare che non abbiamo nemmeno un bagno dedicato, e dobbiamo utilizzare quello degli uomini. Dimostrino coi fatti che tengono ai loro dipendenti. Ho citato il bagno, ma di problemi ce ne sono tanti altri e riguardano tutti».
Si va dal mancato rispetto degli accordi aziendali sui turni alla riorganizzazione degli orari, dai buoni mensa ai problemi tecnici sui mezzi «che mettono a rischio personale e utenti, fino al mancato riconoscimento ai nuovi assunti del salario di secondo livello».
L’ultimo caso eclatante è stato quello dei disservizi del periodo pasquale, dove non sono stati cambiati gli orari alle fermate, generando caos tra gli utenti. (d.b.)
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