Pagato per uccidere Pancaldi L’ex moglie: «Sono sconvolta»
Vignola. Antonella Mata: «Non pensavo che mio marito potesse assassinare qualcuno per 10mila euro Andrò in carcere una sola volta, credo si sia fatto convincere da altri. Chiedo scusa per lui a Luciano»
VIGNOLA. Antonella ha appena finito di lavorare: una delle tre occupazioni che le servono per sbarcare il lunario e permettere a lei e alla figlia di sopravvivere. Novecento euro al mese, null’altro. Neppure i soldi dell’ex marito, quel Salvatore Vascoli con cui è stata fidanzata e poi sposata per 23 anni. Nessuno al mondo conosce meglio di lei il 40enne che voleva uccidere a coltellate Luciano Pancaldi. Da martedì sera, quando i carabinieri le hanno comunicato l’arresto - ma senza specificare il motivo - vive un incubo nell’incubo.
Ha mai pensato che il suo ex marito fosse capace di uccidere?
«No, non è mai stato un tipo aggressivo. Si alterava se qualcuno gli rispondeva male, magari aveva poche regole ed è uno dei motivi per cui ci siamo separati dopo tanto tempo, ma arrivare ad ammazzare un uomo è una cosa che da Salvatore non mi sarei mai attesa».
Si è data una spiegazione?
«Andrò in carcere una sola volta, ma glielo chiederò. Voglio sapere perché si è rovinato la vita per 10mila euro, perché ha rovinato la mia vita e quella di sua figlia. Ma gli domanderò anche come ha fatto a guardare negli occhi sua figlia per quattro mesi senza avere alcun rimorso e come facesse a dormire la notte dopo quello che aveva fatto. Penso si sia fatto coinvolgere da altri, ma non è una giustificazione».
Lei conosce Cristina Pancaldi e suo marito Fabio?
«Fino all’altro giorno non sapevo chi fossero. E neppure il mio ex marito li aveva frequentati in passato o almeno fino alla nostra separazione. Era un tipo che stava sempre con noi».
E Sambasile? Si frequentavano?
«Vale lo stesso discorso, fino a che è rimasto a casa con me e mia figlia non ho mai conosciuto Sambasile».
Vascoli aveva problemi economici?
«È sempre stato molto attaccato ai soldi, se lo invitavano fuori a cena ci andava, se doveva spenderne ci pensava parecchio. A me non ha mai riconosciuto nulla per il mantenimento di nostra figlia e infatti abbiamo delle difficoltà».
Che tipo è?
«Un egoista di sicuro. In tanti lo volevano aiutare dopo il nostro addio, ma si è fatto terra bruciata intorno. Gli hanno sequestrato la patente perché girava senza l’assicurazione, spendeva soldi alle slot machine oppure in certi locali... Quando non lavorava ero io a pagare tutto. Gli avevo addirittura proposto di vivere nell’appartamento accanto al nostro; pensavo fosse la soluzione migliore per nostra figlia. Non ha accettato».
Lei come si sente?
«Sono in crisi, non nego che penso a cosa sarebbe successo se fossimo stati ancora insieme, ma so che sbaglio. Voglio però chiedere scusa io a Luciano Pancaldi per quanto ha dovuto subire. Non ho colpe, ma che il mio ex marito abbia provato ad ucciderlo mi logora».
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