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«Patto per creare lavoro e riqualificare la città»

di Stefano Luppi
«Patto per creare lavoro e riqualificare la città»

Sindaco, Fondazione Crmo e sindacato studiano nuove strade per il rilancio La proposta di utilizzare anche fondi pensione. E Muzzarelli fa la lista dei desideri

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E se le ex Fonderie fossero ristrutturate grazie a un fondo pensioni? L’utilizzo di strumenti finanziari di questo tipo in ambito di riqualificazione del territorio potrebbe aprire le porte a una “pioggia” di milioni di euro, denari che oggi i bilanci pubblici si sognano, ma che potrebbero servire sotto la Ghirlandina per arrivare a porre fine al degrado delle caserme Garibaldi e Fanti, delle ex fonderie, dell’Alcatraz (direzionale Manfredini in viale Corassori) e di tanti altri immobili oggi abbandonati.

Per discutere di nuovi strumenti economici la Cgil ieri ha organizzato il convegno “Un cantiere per la città. Investimenti socialmente sostenibili: uno strumento finanziario per riqualificare”. In quel contesto il sindaco di Modena e presidente della Provincia Gian Carlo Muzzarelli è andato a ruota libera sui progetti edilizi, mettendo anche in dubbio il “dogma” dello sviluppo del territorio a saldo zero, ossia uno dei suoi cavalli di battaglia nella campagna elettorale del 2014.

«Sono d’accordo sul saldo zero in edilizia – ha spiegato Muzzarelli - ma senza ideologismi perché se a Modena una impresa mi chiede di aprire io piuttosto mi faccio piallare, ma quell’impresa apre, anche s e il capannone sposta di una virgola il saldo zero. Il lavoro è l’obiettivo primario, perché qui non siamo abituati ad avere la disoccupazione all’8% ma volgiamo fare meglio anche della media regionale. Certo, senza senza dimenticare la rigenerazione urbana e il bisogno che c’è di altre case popolari sotto la Ghirlandina».

Il primo cittadino ha toccato molti dei principali “nodi” edilizi di questi anni: «Sulle ex Fonderie stiamo vedendo come intervenire, ma c'è il problema dei soldi, mentre trovo veramente vergognosa la situazione della caserma Garibaldi e al Santa Eufemia, due immobili gestiti dalla Cassa Depositi e prestiti investimenti. Ho già mandato a loro tre lettere per sapere che intendono fare. Un’altra vergogna è l’Alcatraz dove il fondo proprietario ci ha già rimesso quattro milioni: potrebbero regalarcelo. Sul Piano caserme ci sarà presto la firma con il Demanio e la Difesa, dopodiché riqualificheremo l'VIII Campale e la Fabrizi, mentre l’Accademia militare si svilupperà all’ex Aereonautica. Dovrà partire anche il Sant’Agostino, mentre siamo intervenuti alle ex Poste e all’Amcm e all’R-nord per fortuna un privato investe (Coop Estense, ndr). La finanza e la situazione delle banche è grave e noi ora abbiamo la sfida del Psc, in ogni caso gli investimenti comunali nel 2013 erano di 9 milioni, saliti a 35 milioni nel 2015».

Al convegno anche il presidente della Fondazione Cassa di risparmio di Modena Paolo Cavicchioli: «Il nostro ente – spiega – vuole partecipare alla rigenerazione urbana e allo sviluppo socialmente sostenibile. Per cui ben vengano gli strumenti nuovi: noi, a differenza di altre fondazioni che cedono alla tentazione del semplice mecenatismo, siamo a disposizione del nostro territorio. Vogliamo operare insieme anche perché è epocale il fatto che la ricchezza si sta spostando dall’Europa ad altre parti del mondo. Giusto intervenire alle ex Fonderie, un luogo di grande valore simbolico».

Sul tema dei fondi pensione interviene anche Giovanni Mazzoni della Fisac Cgil ex vicepresidente del fondo pensione del Banco Popolare Bsgsp del valore di 1,2 miliardi di euro: «La riqualificazione è una sfida per il territorio e a Modena c'è tanto da rendere fruibile per i cittadini: in questo quadro la finanza è chiamata a riprendere la sua caratteristica originaria di servizio a società ed economia. Un fondo pensioni, attraverso l'immobiliare che ne rappresenta il 20% degli investimenti, penso non farebbe fatica a investire 3-4 milioni per le ex Fonderie».

All'incontro hanno partecipato anche Giuseppe Lisi di Bper, Giuliano Calcagni di Fisac Cgil e Alessandro Sancassani del Fondo pensioni Bsgsp oltre al direttore del nostro giornale, Enrico Grazioli, che ha spiegato: «Tutti d'accordo nel riqualificare il territorio anche perché la de-qualificazione ci ricorda gli errori del passato. Occorre mettere in circolo risorse e lavoro, ma le idee sono spesso confuse e per questo servono anche strumenti finanziari innovativi». Chiude il segretario Cgil Modena Tania Scacchetti: «Ho dispiacere per le aree modenesi abbandonate e la loro riqualificazione è il volano per la crescita e il lavoro. Penso che crisi la non sia contingente bensì dovuta ai cambiamenti del sistema economico e produttivo: c'è stata una svalutazione del lavoro e la crescita delle disuguaglianze sociali e reddituali. Per questo abbiamo il manifesto della buona finanzia».

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