Furto milionario, sgominata maxi-banda di ladri
Blitz scattato dopo 24 ore dall’assalto alla Bottega Veneta a Vicenza: recuperata la refurtiva della multinazionale del lusso
MODENA. Erano alcuni mesi che la squadra mobile modenese la teneva d’occhio. O per lo meno stava cucendo, tessera per tessera, indizio dopo indizio, prova dopo prova, una rete per riuscire ad acciuffare tutta la banda. Perché questa era una banda davvero speciale, formata da parecchie persone ciascuna delle quali con le proprie mansioni specifiche ma tutte che agivano per un solo scopo: mettere a segno grossi colpi, colpendo ditte famose, scappando con bottini di grande valore commerciale e non soltanto per il quantitativo o la qualità della merce portata via.
È infatti probabile anche che questa banda abbia messo a segno furti sui commissione a scopo di spionaggio industriale. Gli ingredienti per gli investigatori modenesi c’erano tutti e per questo gli sforzi investigativi sono stati davvero intensi. Ma alla fine, come sembra anche se si attendono conferme ufficiali, l’operazione di intelligence messa in campo ha portato i suoi frutti, grazie anche all’aiuto logistico ed operativo dei colleghi della mobile di Vicenza. Pare infatti che non solo i componenti della banda siano stati consegnati alla giustizia ma che sia stato anche recuperato pressoché tutto il bottino di un maxi colpo effettuato nella notte tra giovedì e venerdì, scorso. Un blitz dunque scattato a circa 24 ore dal maxi furto.
L’input alla scesa in campo della nostra squadra mobile viene proprio da Vicenza, anzi da Montebello dove appunto l’altra notte era stato commesso un furto milionario nel quartier generale di Bottega Veneta. Ovvero Villa Schloeder-Da Porto, la residenza ottocentesca che da qualche anno è diventata la sede di Bottega Veneta, la prestigiosa multinazionale del lusso. Qui, in base ad un a ricostruzione degli inquirenti, i ladri erano entrati forzando una finestra di un ufficio per poi approdare nell’atelier, evitando con cura di essere intercettati dal sistema d’allarme interno.
E qui i banditi, bene informati, hanno preso i computer che custodivano i progetti realizzati dai designer, rubati i prototipi delle nuove collezioni per poi caricare il tutto su un camion e poi darsi alla fuga. In sostanza si trattava di un campionario di circa 200 borse, i prototipi della nuova collezione, e gli ultimi progetti dei modelli di lusso. Ladri bene informati, probabilmente aiutati da un basista che ha svelato loro come evitare il sistema d’allarme molto sofisticato ma anche i luoghi, cioè quei computer, dove si nascondevano i segreti per realizzare le famose borse e che si trovavano proprio in quella sede, a Montebello, cuore della produzione dell’azienda. L’azienda l’altra mattina ha denunciato il furto, ma probabilmente gli inquirenti modenesi si erano già messi sulle tracce di questa squadra di ladri professionisti.
E, come sembra, ecco che non più in Veneto ma pare in Lombardia la banda viene intercettata. Viene anche scoperto il covo di questo gruppo di malviventi professionisti e il bottino del maxi colpo ai danni di Bottega Veneta dovrebbe essere stato recuperato.
Questa, a grandi linee, la “storia” della brillante operazione della squadra mobile della Questura di Modena, guidata dal dottor Enrico Tassi. Nei prossimi giorni verranno forniti da parte degli stessi investigatori ulteriori particolari, modalità di intervento, dettagli sull’operazione e soprattutto se questa banda, tenuta sotto osservazione privilegiata dalla nostra polizia, si sia resa responsabile di colpi simili anche sul nostro territorio.
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