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Modena,via Emilia centro il glicine di papa Pio VI rischia di morire

di Stefano Luppi
Modena,via Emilia centro il glicine di papa Pio VI rischia di morire

L’albero del 1799, si trova nei pressi della chiesa di San Biago in via Emilia Centro è uno dei tesori nascosti di Modena nell’ex albergo Reale: un cantiere “minaccia” la pianta

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MODENA. Fatte le debite proporzioni sarebbe come se piazza Grande vedesse messo a rischio il suo Duomo romanico. Ecco perché molti abitanti e alcuni commercianti di un palazzo di via Emilia Centro, nei pressi della chiesa di San Biagio, sono preoccupati per le sorti non proprio rosee del celebre glicine antico dell’ex albergo reale della città. Prolungati lavori in corso nel cortile che lo ospita ne metterebbero a rischio le sorti, soprattutto di una parte che come si vede dalle foto sarebbe quasi secca

. Forse per tanti si tratta di una Modena sconosciuta, ma certo meritevole di essere ricordata. In un ampio cortile del centro esiste questo enorme glicine - la celebre pianta rampicante il cui nome ufficiale è Wisteria - altre tre piani che sarebbe stato piantato nel 1799, all'epoca del viaggio a Modena di papa Pio VI che soggiornò sotto la Ghirlandina. La bellissima pianta è dunque un monumento patrimonio non solo dei privati che vivono nel palazzo, ma di tutta la comunità anche perché una pianta di quella età è vincolata appunto come fosse una chiesa o un palazzo antichi. I lavori in corso in effetti ci sono e un vicino spiega che in un appartamento vanno avanti da un anno, mentre un altro intervento da 150mila euro su spazi di proprietà della cooperativa “Ascom servizi” prevede una fine lavori con l'arrivo dell'estate.

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Basta visitare il cortile dello storico glicine per vedere come l'enorme tronco su cui si reggono oltre due secoli di splendidi fiori viola non si stato toccato, ma sono molti i mezzi del cantiere che lo sfiorano. Forse occorrerebbe creargli una protezione intorno, perché indubbiamente la pianta “soffre” soprattutto lungo gli arbusti che si propagano per una altezza di circa una decina di metri. Come detto una parte risulta secca, mente un'altra è fiorita e forse i proprietari potrebbero chiedere a un esperto di controllare questa bellezza floreale.

Anche il cortile dove vive la pianta donata a Modena da papa Pio Vi è infatti importante: quello stabile è infatti l'ex Albergo reale che venne eretto nel 1765 e c’è una targa che conferma come lì vi abbia soggiornato nel 1887-1888 “Amedeo duca di Savoia ai tempi in cui il figlio Vittorio Emanuale conte di Torino frequentava l’Accademia militare”. L’Albergo reale era definito “Auberge”, alla francese, per distinguerlo dal vecchio Albergo dei poveri e delle arti (Palazzo Musei) e venne realizzato dall'architetto Pietro Termanini per volere del duca Francesco III. Dopo la Restaurazione l'albergo divenne proprietà del duca Francesco IV mentre ai primi del '900 divenne una “bomboniera” in stile Liberty con il nome di Grand Hotel Royal. Dopo il 1918 il luogo perse il fine ricettivo, ma non meriterebbe qualche attenzione vista la storia e la presenza di una delle piante più antiche della città?

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