La “Salamata” compie 25 anni
E dopo la cena sono stati raccolti 1270 euro da donare all’Anffas
Quando si mettono i piedi sotto ad un tavolo tutto diventa più semplice. Da 25 anni è la conferma della “Salamata”, una originale, forse unica, iniziativa benefica che è nata all'interno della conosciutissima “Osteria del gallo azzurro” di Sassuolo. In questo luogo, ogni anno in primavera, si ritrovano gli amanti del salame fatto in casa, fatto da loro, che diventano protagonisti di una gara con tanto di giuria (che deve votare l'aspetto esterno del salame, il gusto, la consistenza delle fette, l'odore) ma soprattutto una serata benefica a favore di associazioni e persone bisognose. Non si paga l'iscrizione, non si paga la cena, ognuno è libero di portare cosa mangiare (oltre alle fette di salame in gara) dal cibo alle bevande, che vengono fatte girare per i tavoli. La cronaca di una serata ancora una volta fruttuosa, è che alla fine sono stati raccolti 1.270 euro donati alla sezione Anffas di Sassuolo; la cronaca è anche una classifica ufficiale che ha visto premiati al primo posto Daniel Meglioli, al secondo Dino Ghitalla e al terzo Pietro Corradini (la giuria popolare ha preferito il salame in gara di Paolo Bosi). Altri premi sono andati all'oste Leo Smiraglio e la moglie Paola; a Paolo Rivi, presente in quasi tutte le annate; a Francesco Manzini, Silvana Lancellotti, al forno Ferroni ed alla cantina Formigine Pedemontana. (a.s.)
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