«Lo stabilimento Maserati è ampliabile, basta bugie»
L’ex assessore Sitta rispolvera il progetto dell’architetto Roberto Corradi: «C’è tutto lo spazio che si vuole. Solo Fca non capisce la forza di Modena»
Maserati è un caso e il caso si ingrossa. La politica scende in campo contro la prospettiva di vedere definitivamente il Tridente prodotto lontano da Modena e tra i posizionamenti spunta anche un aspetto che fino ad oggi non era stato ricordato nel coro di pareri contrari che si era alzato commentando la cessazione della produzione a Modena a partire dal 2017.
Ci pensa Daniele Sitta, ex assessore all’urbanistica, a smentire chi sostiene che alla partenza della Maserati verso altri stabilimenti ci sia l’impossibilità di ampliare quello modenese: «Vorrei ricordare a chi afferma che nel sito Maserati di Modena non vi sono le possibilità di ampliamento che non è così - incalza Sitta - Nel 2006/2007, in un momento allora di crescita della produzione Maserati, definimmo con i vertici della Maserati di allora, un accordo che prevedeva l'ampliamento dello stabilimento utilizzando il confinante campo di calcio (previsto in spostamento)». Quello della storica Sirenella, lungo la strada, per intenderci: «Avevamo definito pressoché tutto e vi era già anche il progetto dell’architetto Roberto Corradi, lo stesso architetto che ha progettato la bellissima torre Maserati. Poi arrivò la crisi del 2008 e tutto purtroppo si fermò. Quindi non è vero che non vi siano le condizioni per ampliare lo stabilimento».
Sitta apre anche un altro fronte e va dritto contro Marchionne: «Ricordo che al di là della ferrovia e collegabile con il sito Maserati, ci sono le ex Fonderie. Quindi di spazi ce ne sono finché si vuole e non si utilizzi questa ridicola scusa per motivare scelte diverse, a mio avviso sbagliate non solo per Modena ma anche per la Maserati. Perché l"immagine di Modena terra di motori è una immagine mondiale ed è indubbiamente un valore aggiunto e perché l'indotto di artigiani e professionisti che esiste sul nostro territorio in campo motoristico non ha eguali nel mondo. Se l’ha capito l’Audi non si comprende perché non lo capisca Fca».
Politicamente è Forza Italia a tirare la stoccata maggiore: «A Modena, come dimostrano i dati e la realtà, i negozi chiudono, le imprese chiudono e le grandi aziende se ne vanno. L’amministrazione di Modena, come anche il Governo Renzi raccontano di una ripresa che non esiste. Nemmeno l’amministrazione Muzzarelli, nonostante le tante promesse, ha messo in campo ricette per la ripresa economica e questo si riflette sul quadro generale di un territorio in difficoltà - continua Mazzacurati - Preoccupante è inoltre che un’azienda come Maserati che fa lavorare il tessuto delle piccole e medie imprese modenesi faccia sapere che da gennaio non produrrà più a Modena».
Ieri è intervenuto anche l’assessore al lavoro e formazione del Comune Andrea Bosi: «Prosegue e anzi si rafforza l’impegno del Comune, in stretta collaborazione con la Regione, affinchè il marchio Maserati rimanga a Modena. Il nostro obiettivo prioritario, come istituzione, rimane quello di salvaguardare i posti di lavoro, anche nella produzione, e non disperdere il valore aggiunto in competenze e capacità che si è accumulato nella lunga storia di Maserati in città. I prossimi incontri con i vertici dell’azienda - prosegue l’assessore Bosi - saranno l’occasione per acquisire ulteriori informazioni sui progetti dell’azienda e approfondire un confronto che ci auguriamo possa essere costruttivo». (d.b.)
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