Macellazioni illegali, traditi da certificati
Castelvetro. Denunciati due veterinari e i titolari di una ditta di trasporto. Indagini ancora in corso sugli allevamenti
CASTELVETRO. Documenti per la macellazione irregolari. Nei guai una ditta di trasporto bestiame e due veterinari. Quattro sono i denunciati: i due trasportatori dell’azienda e i due liberi professionisti. Al momento gli agenti del corpo forestale stanno valutando la posizione dei due allevamenti di provenienza delle carcasse. Dal comando provinciale assicurano comunque che non ci sarebbero problemi per la sicurezza alimentare ma le violazioni riguarderebbero il benessere animale e la tracciabilità delle carni.
Succede tutto a Castelvetro, luogo incastonato in una terra da sempre votata all’allevamento e alla produzione di carni che poi, dopo la distribuzione, finiscono sugli scaffali di tutti i supermercati d’Italia.
I fatti. Durante un controllo gli agenti del corpo forestale hanno fermato un camion, di una piccola ditta di trasporto bestiame di Castelvetro, che stava portando due carcasse di bovini verso un macello autorizzato al trattamento delle carni. Una volta ottenuta la documentazione dal camionista gli agenti hanno scoperto che i certificati presentati erano stati parzialmente lasciati in bianco e in più riportavano dati non veri. Questo nonostante entrambi i certificati fossero stati firmati da due veterinari, liberi professionisti della zona.
I due bovini erano stati macellati d’urgenza. La legge permette la macellazione al di fuori dei luoghi certificati se ci sono particolari casi di urgenza come tra gli altri l’impossibilità dell’animale di camminare da solo. È il veterinario che deve essere presente, ad autorizzare la macellazione d’urgenza. L’inesattezza dei documenti presentati ha messo in allarme gli agenti che hanno sequestrato i certificati e le carcasse degli animali. L’ipotesi è che le macellazioni fossero avvenute in luoghi diversi da quelli autorizzati, violando le normative stringenti in materia di sicurezza alimentare, e che quindi la documentazione allegata portava dichiarazioni false dei liberi professionisti.
Questo anche perché, nella dichiarazione dei medici si certificava la macellazione dell’animale nella stalla di provenienza, mentre l’animale veniva trasportato vivo in un altro luogo dove poi sarebbe stato macellato.
Scavando nei documenti redatti dai due veterinari, assieme al dipartimento di sanità pubblica - servizio veterinario di Modena, gli uomini del corpo forestale hanno decine di fascicoli in cui si registravano macellazioni d’urgenza.
Le indagini, che sono ancora in corso, cercheranno di verificare se questi siano casi siano isolati oppure se si tratti di un fenomeno esteso.
Andrea Perini
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