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Si calano dal tetto per rubare in casa ma sono scoperti

Si calano dal tetto per rubare in casa ma sono scoperti

«Rubano la sicurezza di esser sereno in casa tua, il posto che vorresti fosse il più inviolabile». Sono le parole con cui il musicista carpigiano Max Po, titolare insieme alla cugina Chiara Vescovini...

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«Rubano la sicurezza di esser sereno in casa tua, il posto che vorresti fosse il più inviolabile». Sono le parole con cui il musicista carpigiano Max Po, titolare insieme alla cugina Chiara Vescovini della gelateria di via Roosevelt L’Officina del Gelato, esprime la propria rabbia per il tentato furto, avvenuto nella sera di venerdì, ai danni della nonna dei ragazzi che, sopra al negozio, ha il proprio appartamento.

«Erano le 21.30 e mia nonna era venuta a tenermi compagnia – racconta Chiara – quando a un certo punto abbiamo sentito dei rumori provenire dal piano di sopra. Sono uscita nel giardino retrostante la gelateria per cercare di capire e ho visto sul tetto due ragazzi. Erano giovanissimi, l’ho capito dall’abbigliamento e dalla voce di quello dei due che, quando gli ho chiesto cosa stessero facendo, mi ha risposto “tu non ti preoccupare”. L’accento mi è sembrato chiaramente italiano». La ragazza si è quindi chiusa in negozio e ha avvertito i carabinieri. «Sono arrivati dopo pochissimi minuti – continua Chiara - avevano ricevuto, infatti, un’altra segnalazione di furto qui vicino, in via Bortolamasi. Insieme abbiamo potuto constatare i danni: la tapparella è stata rotta completamente, il doppio vetro esterno è in frantumi, quello interno crepato e la serratura è stata scardinata. Molto probabilmente sono entrati dal cancello del vicino in via Martiri di Fossoli e, nello scappare, hanno divelto la rete di un’altra casa nascondendosi poi nella via retrostante».

La rabbia di Max Po è tangibile. «Credo ci controllassero e che si siano accertati non ci fossi io, ma una ragazza da sola – spiega – il problema è che c’era anche una signora di una certa età. Sono vigliacchi che si fanno forti delle debolezze altrui».

Valeria Cammarota

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