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Trivelle, Pd spaccato anche a Modena

di Andrea Perini
Trivelle, Pd spaccato anche a Modena

Diverse le posizioni nel gruppo dei “dem”. Muzzarelli si schiera: «Andrò a votare “no” pur non condividendo il quesito»

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Il 17 aprile (dalle 7 alle 23, seggi abituali) i cittadini dovranno decidere se i permessi per estrarre idrocarburi in mare, entro 12 miglia dalla costa, più o meno 20 chilometri da terra, debbano durare fino all’esaurimento del giacimento, come avviene attualmente, oppure fino al termine della concessione. Votando “sì” si indicherà la volontà di limitare le estrazioni di idrocarburi, delle 21 concessioni (su 135 piattaforme attive oggi in Italia) che riguardano il referendum, al limite temporale fissato dai precedenti accordi. Votando “no” si dà la possibilità alle compagnie petrolifere di proseguire le estrazioni, dopo il termine ultimo fissato dalla concessione, fino all’esaurimento del giacimento. Il referendum è stato voluto da nove consigli regionali, sette dei quali a maggioranza Pd opponendosi di fatto alla politica energetica del segretario e presidente del Consiglio Matteo Renzi. Una lotta intestina che ha diviso i democratici a livello nazionale e, anche a Modena, ha prodotto spaccature tra chi sceglierà di seguire l’astensionismo e chi invece voterà per l’una o l’altra parte.

Il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli, dal congresso provinciale dell’Anpi ha preso posizione propendendo per il voto per le ragioni del “no”, a differenza del suo assessore al bilancio Ludovica Carla Ferrari che invece si asterrà. «Pur non condividendo l’obiettivo del quesito referendario - sottolinea il sindaco- la mia coerenza e ammirazione verso i partigiani mi convincono a recarmi al seggio. Voterò “no” perché ho visitato, credo tra i pochi, le piattaforme, parlando con i lavoratori, e sapendo bene che a pochi chilometri dalle nostre coste altri si stanno muovendo». Dall’ala sinistra del Partito arriva l’esortazione al voto: «È importante andare a votare. Invitare all'astensione è un errore che fa torto al buon lavoro della legge di stabilità e che umilia associazioni, comitati civici, ambientalisti e singoli iscritti che hanno scelto di andare a votare».

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