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Modena, in cella per... due scarpe. Mamma e papà non lo vogliono a casa

Modena, in cella per... due scarpe. Mamma e papà non lo vogliono a casa

Quattro mesi a un 24enne. La misura degli arresti domiciliari è stata “rifiutata” dai genitori

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MODENA. Scarcerato dopo quattro mesi per aver rubato un paio di scarpe. È una vicenda unica nel suo genere, per la durezza della custodia cautelare subìta, quella che si è parzialmente conclusa ieri con la scarcerazione da Sant’Anna di un 24enne di origini ghanesi accusato di rapina per aver morso la mano alla guardia all’ingresso di Zara, il popolare store di via Emilia Centro.

Che non ci fosse necessità di tenerlo in cella perché incensurato e perché in passato non aveva mai avuto comportamenti violenti, lo aveva detto il giudice al momento della convalida dell’arresto. Ma i genitori non lo volevano ai domiciliari in casa loro e, offesi dal suo comportamento delinquenziale, hanno preferito lasciare che il figlio andasse in carcere.

B.B., 24 anni, è stato scarcerato con obbligo di firma sabato sera dopo l’arrivo dell’ordinanza del gip: non c’era nessun motivo per tenerlo in prigione un’ora di più. Soprattutto considerando che per quell’episodio di rapina impropria è in corso un processo e quindi rischia di essere condannato e incarcerato. In un Paese in cui malfattori di ogni risma non trascorrono un giorno in cella, a lui è toccato fare ben quattro mesi di custodia cautelare (non è stato mai condannato, il processo è ancora in corso). Una stangata per aver rubato un paio di scarpe da 120 euro dentro Zara una sera di dicembre. La guardia giurata all’ingresso - un giovane di colore alto e robusto - lo aveva notato e al momento dell’uscita lo aveva fermato. Quando ha sentito che sotto il giubbotto nascondeva davvero le scarpe rubate, ha fermato il ragazzo ma è nata una colluttazione tra i due. Per divincolarsi, B.B. lo ha morso alla mano ed è scappato. L’allarme immediato e il fatto che una pattuglia fosse nei paraggi ha permesso alla Squadra Volante della polizia di trovarlo in via San Vincenzo e arrestarlo.

Portato in questura, la polizia di stato ha scoperto che B.B. non era regolare: abitava con i genitori a Modena - una coppia immigrati integerrimi e lavoratori regolari - ma il ragazzo risultava senza lavoro e ormai senza permesso, dato che il suo era scaduto.

Difeso dall’avvocato Valentina Verna, è stato portato davanti al giudice per la convalida. Anche se non si trattava di una semplice ragazzata, il giudice ha riconosciuto che, essendo incensurato e senza alcun precedente o segnalazione, per B.B. il carcere era tanto, forse troppo. Aveva proposto i domiciliari in considerazione della gravità della sua reazione che aveva costretto la guardia di Zara a farsi medicare al pronto soccorso dal morso alla mano con una prognosi di cinque giorni. Ma i genitori hanno detto chiaramente di non essere d’accordo: a quel ragazzo che aveva disonorato la famiglia serviva una lezione. Così è finito in carcere. (c.g.)

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