«Maria Sergio di Cutro? Non lo sapevo»
Il ministro alle Infrastrutture al centro di polemiche che coinvolgono la responsabile del Servizio Urbanistica di Modena
Maria Sergio, dirigente del Servizio urbanistica del Comune di Modena e moglie del sindaco reggiano Luca Vecchi, è al centro dell’attenzione nell’interrogatorio del ministro alle Infrastrutture Graziano Delrio di oltre tre anni fa davanti ai pm per l’inchiesta Aemilia.
In particolare l’attenzione viene focalizzata sulle origini di Maria Sergio, ora nel mirino di polemiche con pesanti accuse, che è calabrese di Cutro.
Su Maria Sergio durante l’interrogatorio, Delrio afferma: «È nata a Cutro, allora sì, questo non lo sapevo. Comunque lei è una dirigente di lungo corso, diciamo così, è stata prima dieci anni in Provincia e adesso è da noi». Sul viaggio a Cutro del 2009 e l’ipotesi che in quella circostanza siano state scattate fotografie: «Sicuramente, sì sì, parecchie come lei immagina in queste situazioni. Sia in Comune con tanti rappresentanti, sia per strada, molti mi salutavano, perché lì Reggio Emilia è vista un po’ come una città gemellata in senso vero, c’è molto calore e c’è molto affetto». All’indomani dell’intercettazione sul presunto dossier fotografico contro il ministro alle Infrastrutture, Graziano Delrio, emerso nell’inchiesta di Potenza, dalle carte del processo Aemilia spuntano nuovi particolari sulle dichiarazioni rese dall’ex sindaco di Reggio Emilia ai pm della Dda di Bologna, dai quali fu ascoltato il 17 ottobre 2012 come persona informata sui fatti. «Io personalmente non ho mai avuto l’idea che la ’ndrangheta tentasse di infiltrarsi in una zona, in un appalto, o che tentasse di influenzare che ne so, un piano di riqualificazione urbana o robe del genere», afferma Delrio davanti ai pm.
GLI OMISSIS. Un verbale in parte già noto, ma nel quale erano presenti diversi omissis. Ed è proprio da alcuni di questi omissis – ora svelati – che emergono nuovi elementi che riaccendono la bufera politica. A cominciare dal M5s, che torna a chiedere in Parlamento le dimissioni di Delrio, tirando in ballo il fatto che il ministro davanti ai pm disse di non sapere che Maria Sergio, all’epoca dirigente del Comune e moglie dell’attuale sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi, sia originaria di Cutro. Ai pm che gli chiesero se fosse a conoscenza di parentele tra la Sergio e imprenditori edili originari di Cutro, Delrio rispose: «No, non mi risulta».
IL PIANO DI MANCASALE. Dal M5s, ora ricordano come nel luglio 2012 – qualche mese prima dell’audizione di Delrio davanti ai magistrati bolognesi – arrivò in consiglio comunale il piano urbanistico Tu-2 per la creazione di case e negozi a Mancasale, in cui erano coinvolti alcuni parenti della Sergio attraverso società ricondubili ai suoi zii, Giuseppe e Raffaele Turrà: parte di quegli atti amministrativi erano firmati proprio da Maria Sergio. E Luca Vecchi, all’epoca capogruppo Pd in consiglio, decise di astenersi dal voto.
IL DOSSIER. Ma nel verbale dell’interrogatorio davanti ai pm bolognesi, emerge anche un’attenzione da parte della Dda di Bologna sull’ipotesi che esistano fotografie del viaggio a Cutro del 2009, quando l’ex sindaco e attuale ministro si recò in Calabria per la processione del Crocefisso.
L’INTERCETTAZIONE. È il 29 gennaio 2015, il giorno successivo al maxi blitz dell’operazione Aemilia. L’intercettazione riguarda una telefonata tra Gianluca Gemelli, imprenditore sotto indagine ed ex compagno del dimissionario ministro Federica Guidi, e Valter Pastena, ex dirigente della Ragioneria della Stato e poi consulente del Ministero dello Sviluppo Economico: «Hai visto il caso di Reggio Emilia? – chiede Pastena – Finito sto casino, usciranno le foto di Delrio a Cutro, con i mafiosi. I Cutresi, quelli della ’ndrangheta... Te l’ho detto perché chi ha fatto le indagini è il mio migliore amico e adesso ci stanno le foto di Delrio con questi...». Sul presunto dossier fotografico, Delrio ha presentato un esposto in Procura a Roma, dove è stato aperto un fascicolo: «È giusto che gli italiani sappiano che non sono mai stato ricattato, né mi sento ricattabile e non ho nessuna foto da nascondere. Non mi faccio dire del mafioso», ha attaccato il ministro.
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