Gazzetta di Modena

Modena

«Poveri in aumento ecco cosa facciamo per garantire aiuto»

di Valeria Cammarota
«Poveri in aumento ecco cosa facciamo per garantire aiuto»

«Diamo alimentari e i “brutti ma buoni”, paghiamo bollette la burocrazia però blocca il recupero post sisma degli spazi»

3 MINUTI DI LETTURA





Anche a Carpi la povertà non molla la presa e sono tante le persone che si rivolgono alla Caritas, al centro d’ascolto Porta Aperta o a Recuperandia, in cerca di aiuti.

Un punto fermo in questo fosco orizzonte è da sempre rappresentato dalle parrocchie.

Ancora inagibile dopo il sisma del 2012, la chiesa convento di San Nicolò è un saldo appoggio per i più deboli.

«Una volta ogni quindici giorni - spiega il parroco, padre Sandro - forniamo una sporta base di alimentari - farina, olio, tonno, latte, pasta, pomodoro - e, quando c'è la possibilità, anche qualcosa in più, ad esempio frutta e verdura fresche».

Gli alimentari vengono recuperati dai frati grazie alle offerte dei fedeli, ad alcuni risparmi e alla generosità di chi dona.

«C’è un forno che ogni venerdì ci dà il pane - spiega padre Sandro - mentre la Coop ogni quindici giorni ci dona parte dei cosiddetti “brutti ma buoni”, merce commestibile ma che per motivi vari non può più essere messa in vendita. Inoltre, sempre con cadenza quindicinale, riceviamo materiale da un'associazione di Calerno, in provincia di Reggio Emilia, che raccoglie le rimanenze e i prodotti in scadenza dalle ditte e, tramite don Massimo Dotti e l'Aceg, una volta al mese facciamo rifornimento di pasta e riso al banco alimentare di Parma».

Un altro prezioso aiuto è quello dell’aiuto nel pagamento dei medicinali. «Abbiamo un fondo cassa presso una farmacia di Carpi - spiega - dove la persona in difficoltà si può recare. È un sostegno importante che offriamo anche grazie alla Caritas che ci supporta rimborsandoci parte della spesa».

Chi sono le persone che annaspano fino a spingersi a chiedere aiuto in chiesa?

«Soprattutto famiglie, anche se non manca qualche pensionato che vive solo - spiega padre Sandro - e sono persone sia italiane che straniere. Fino a qualche tempo fa prevalevano le seconde, ma adesso il numero è bilanciato: con l’intervento attivo da parte delle altre parrocchie del territorio la schiera dei bisognosi si è quasi equamente distribuita. Sono persone di ogni età: la media è bassa, dato che ci sono anche tanti bambini. San Nicolò, nello specifico, aiuta una media di 75-80 famiglie: se stimiamo una media di tre persone a nucleo familiare possiamo considerarci, dopo Porta Aperta, uno dei centri d'aiuto con il numero più alto di bisognosi».

Ovviamente occorre capire quale sia il reale grado di necessità in cui versa la persona e usare un certo grado di accortezza al fine di evitare i “furbetti” che possono rivolgersi a più parrocchie. Per questo scopo ogni quindici giorni, il venerdì pomeriggio e il sabato mattina in concomitanza con la distribuzione dei generi alimentari, è attivo su appuntamento un centro d’ascolto, gestito da volontari laici, che si occupa di stilare la lista delle famiglie in difficoltà, ascoltare le singole esigenze, raccogliere i modelli Isee, così da conoscere lo stato di famiglia e le disponibilità economiche: dopodiché si stila una specie di punteggio secondo cui elargire gli aiuti. Grazie al centro d’ascolto è stato poi istituito anche un altro tipo di sostegno mensile, vale a dire il pagamento di una bolletta del gas o della luce (o il suo dilazionamento, se superiore ai 100 euro).

Di cosa si ha più necessità?

«Pagamento di bollette e lavoro - afferma padre Sandro - Riguardo il secondo, vorremmo dar vita a un corso di cucito antico con telaio a mano. Il progetto potrebbe dare lavoro a tanti, ma stiamo trovando serie difficoltà economiche nel partire. Avremmo, inoltre, bisogno anche di spazio».

Già, lo spazio. Nessuna novità riguardo le opere di recupero post sisma dell'edificio.

«I soldi sono già previsti - chiosa il parroco - ma la burocrazia blocca tutto».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google