Bufera al Comune di Finale Metà Giunta è indagata
Le accuse: abuso d’ufficio e falsità ideologica nei rapporti con 4 associazioni
FINALE EMILIA. È un altro tsunami quello che si abbatte sul Comune di Finale a meno di due mesi dalle elezioni comunali. Dopo l’inchiesta Aemilia - che aveva visto i carabinieri arrestare l’ex capo ufficio Lavori Pubblici, Giulio Gerrini (indagato anche nell’operazione di ieri), mentre nessuno della Giunta aveva ricevuto avvisi di garanzia pur finendo nel tritacarne delle critiche, e dopo la commissione d’accesso che aveva evidenziato gravi carenze amministrative, senza però portare allo scioglimento per infiltrazioni del municipio - stavolta le indagini sono arrivate al cuore del Comune. Sono infatti 14 gli indagati nell’operazione scattata, intorno alle 8,30, coordinata dal procuratore capo Lucia Musti e dal pm Marco Niccolini e condotta dai carabinieri di Finale e del Nucleo Operativo di Modena.
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Gli avvisi di garanzia vengono notificati al sindaco Fernando Ferioli, agli assessori Angelo d’Aiello, Fabrizio Mengoli e Fabrizio Reggiani, al segretario comunale Natalia Magaldi, alla responsabile del Patrimonio Monica Mantovani e a Fabio Mattioli, addetto del Protocollo. Sono otto - Gerrini compreso - i “comunali” indagati a cui si aggiungono altre sei persone: legali rappresentanti di associazioni e Alberto Tura, titolare de “L’Accento”, la società di Cento che organizza la Fiera d’Aprile.
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A vario titolo le accuse sono di abuso d’ufficio e falso in atto pubblico per una svariata serie di atti di giunta e autorizzazioni legate alle gestioni della sala polivalente “Meridiana” di Massa Finalese, della bocciofila massese, del Circolo Otesia Attività Cinofile (Coac) di via per Mirandola e del Circolo Quartiere Ovest di Finale. In sostanza gli inquirenti contestano all’amministrazione e ai dirigenti del Comune di aver violato i doveri di imparzialità, alterato il contenuto delle delibere e turbato un bando di gara. Per quanto riguarda le tre strutture massesi viene contestato l’affidamento, che dura da oltre dieci anni, senza documentazione e con spese di gestione (utenze) a carico del Comune, tali da permettere alle associazioni un “ingiusto vantaggio patrimoniale consistente negli utili” dell’attività commerciale. Vale quindi l’assunto: io non pago le utenze e quindi tutti gli utili che faccio (tesseramenti, ricavi del bar, feste e affitti) vanno a vantaggio dei gestori mentre è la collettività a dover sostenere gli oneri dell’apertura delle strutture.
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Per quanto riguarda il Circolo Quartiere Ovest, invece, viene contestata anche la realizzazione della struttura in legno, da anni utilizzata come cucina durante le serate danzanti estive e le feste organizzate dai volontari. Una struttura considerata abusiva per la quale, giusto la settimana scorsa, era stata depositata una richiesta di sanatoria.
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Nell’operazione sono stati coinvolti una decina di carabinieri, chi in divisa chi in borghese. Sono stati ispezionati diversi uffici del municipio: dalla “casetta gialla”, dove si trovano gli uffici della Giunta, fino al Maf dove invece hanno il quartiere generale la segretaria generale Magaldi e la responsabile del Patrimonio, Mantovani, passando per l’ufficio Lavori Pubblici e l’archivio comunale dove sono stati prelevati numerosi fascicoli. I militari hanno portato via anche i computer di amministratori e dipendenti, pc che saranno ispezionati alla ricerca di ulteriori riscontri al teorema accusatorio.
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Sono stati inoltre apposti i sigilli alle varie strutture delle associazioni coinvolte, oggetto di perquisizione nel corso della mattinata mentre alcuni clienti erano intenti a bersi il primo caffè quotidiano. Un lavoro durato fino alle 14 mentre tanti finalesi di passaggio osservavano stupiti quell’insolita presenza di militari, non solo in forza alla caserma locale, ma venuti da fuori e quindi volti sconosciuti al quotidiano. Hanno lavorato in silenzio, cercando di rispettare il lavoro di tutti i comunali non direttamente coinvolti nell’indagine, ma è evidente che gli spettri del passato sono riemersi in tutta la loro forza e stavolta - dopo un anno di alta tensione - c’è chi non è più disposto a sopportare.
@francescodondi
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