Modena a Vinitaly 2016: il Lambrusco fa il botto con il millesimato bianco
A Vinitaly 2016 le punte avanzate della ricerca enologica sul lambrusco. Christian Bellei, artista della vinificazione, ha presentato il suo nuovo metodo classico millesimato bianco, nuova etichetta dlela Cantina della Volta. E Terraquilia arriva con il suo nuovo "ancestrale" con certificazione Icea Bio Vegan
MODENA. Il Lambrusco può essere anche bianco. Christian Bellei, artista della vinificazione col metodo classico, si è presentato al Vinitaly, al Padiglione 1 nello spazio collettivo del Consorzio, con un Lambrusco di Sorbara spogliato del suo colore e dall'uva autoctona dei terreni alluvionali del fiume Secchia: è nato, come si legge sulla bottiglia, lo “Spumante millesimato 2012” Cantina della Volta. Per questa nuova etichetta Christian Bellei ha scelto il Lambrusco di Sorbara, il suo vitigno autoctono d'elezione, con forte carattere e personalità, che rappresenta una delle cifre distintive dell'azienda di Bomporto.
«Il mio obiettivo, ora come in passato, è sempre stato riuscire a dimostrare le grandi potenzialità di questo vitigno unico - commenta Christian Bellei, fondatore di Cantina Della Volta - dotato di un talento spumantistico tanto straordinario quanto affascinante, in grado di stupirmi ogni volta, attraverso la sua dinamicità, la sua sottigliezza, la sua versatilità».
Proprio per esaltare queste caratteristiche dell'uva, Christian Bellei ha lavorato attentamente con la pressa per arrivare al colore bianco. «Ho voluto esaltare ancora di più l'anima insita in quest'uva, la sua naturale propensione alla dinamicità gustativa, la sua versatilità, l'eleganza olfattiva che può raggiungere sfumature sorprendentemente raffinate».
Dopo 34 mesi di riposo sui lieviti, è nata una nuova interpretazione. Lo spumante Cantina della Volta è di colore giallo tenue con riflessi verdolini, ha bollicine di grana finissime e persistenti. Il bouquet alterna sentori floreali e note di frutta fresca che ricordano la mela.
«L'intenzione - questa è la sfida di Christian Bellei - è di portare il Lambrusco di Sorbara alle vette più alte del Metodo Classico, in grado di stare al fianco delle più nobili e ben note versioni di bollicine bianche presenti sul mercato».
Per questo nuovo Metodo Classico, Cantina Della Volta ha deciso di studiare con cura anche un'immagine briosa che lo distinguesse.
Da qui la decisione di scegliere una bottiglia differente, per colore del vetro, rispetto agli altri vini dell'azienda. L'etichetta è volutamente essenziale, per lasciare spazio al vino, con una reinterpretazione calda e artistica del simbolo aziendale: quella barca che un tempo percorreva il Naviglio Modenese e che rappresenta simbolicamente la navigazione di Cantina della Volta sin dall'inizio della sua avventura nel 2010.
IL LAMBRUSCO BIO. Il Lambrusco al Vinitaly diventa anche “bio” con cantina TerraQuilia di Guiglia, condotta dal patron Romano Mattioli, che ha tra le peculiarità del suo lavoro l'avere recuperato dal passato una metodologia produttiva che ha radici antiche, la rifermentazione spontanea in bottiglia con il "metodo ancestrale".
Le vigne e la cantina di TerraQuilia sono infatti curate seguendo i principi della agricoltura biologica e alla kermesse internazionale di Verona l'azienda si presenta con la "fresca" certificazione ICEA Bio Vegan, raggiunta proprio in questi giorni e ottenuta per tutta la gamma di vini TerraQuilia. «Questa ulteriore certificazione rappresenta il naturale proseguimento di un approccio, sia in vigna che in cantina, che portiamo avanti - ha detto Romano Mattioli - Fin dall'inizio, infatti, ci siamo posti come obiettivo il quotidiano rispetto e la valorizzazione dello splendido contesto naturale nel quale abbiamo la fortuna di poter lavorare. Lo facciamo con una conduzione il più rispettosa possibile dell'ambiente circostante. Ecco perché abbiamo sposato da tempo i dettami dell'agricoltura biologica, ecco perché ora questo ulteriore passo». TerraQuilia si è impegnata nel diventare una realtà produttiva a impatto zero proponendo un biologico sano, ecosostenibile e oggi anche vegano. Sul versante enologico, il metodo ancestrale TerraQuilia è caratterizzato dall'assenza di filtraggi e da una rifermentazione spontanea in bottiglia basata esclusivamente su zuccheri e lieviti indigeni, senza ulteriori aggiunte. «L'adozione del nuovo standard di certificazione ICEA Bio Vegan nasce per dare una garanzia in più ai consumatori vegani», dice Mattioli. Il nuovo marchio ICEA Bio Vegan apposto in etichetta riconoscerà che TerraQuilia non usa, per esempio, coadiuvanti tecnologici di origine animale.
Miria Burani
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
