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Il Pd sostiene Ferioli ma non scarta l’idea commissario

Il Pd sostiene Ferioli ma non scarta l’idea commissario

Riunione urgente con il segretario provinciale Lucia Bursi Non cambiano, per ora, i piani per le comunali del 5 giugno

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FINALE. L’arrivo dei carabinieri in municipio è inatteso. Sindaco e vari assessori sono impegnati altrove, ma vengono rapidamente convocati. A metà mattinata le prime audizioni sono terminate, ma lo scoramento è evidente alla pari dello choc. C’è chi versa qualche lacrima, sintomo di una situazione di disagio e angoscia. E quando iniziano a trapelare i nomi degli altri indagati ci si trova spiazzati perché si tratta di persone conosciute, considerate finora un bene sociale per la collettività piuttosto che associazioni organizzate per fare business. Ma le carte dell’inchiesta presentano l’altra faccia della medaglia che potrebbe avere ulteriori risvolti.

«Ho fiducia negli inquirenti - dice il sindaco Fernando Ferioli mentre lascia il municipio - Prima di fare ogni commento voglio leggere e approfondire le carte dal momento che sono sommarie e sintetiche. Se mi candido? Attendo di capire meglio».

Ma le elezioni comunali del 5 giugno sono un pensiero fisso. Soltanto venerdì scorso, 8 aprile, il Pd annunciava ufficialmente il sostegno a Ferioli proprio mentre il gip del tribunale di Modena firmava l’autorizzazione alle perquisizioni in municipio e gli avvisi di garanzia per i 14 indagati. Una concomitanza che qualcuno ha informalmente evidenziato, ma che finirà presto nel cassetto delle chiacchiere da bar. Perché il partito Democratico è convinto di andare avanti con Fernando Ferioli, tuttora considerato un candidato vincente e che gode della credibilità e della fiducia di gran parte dei propri cittadini. Glielo hanno ribadito anche ieri sera, durante una riunione urgente che si è tenuta nella sede del partito in piazza Baccarini. Al tavolo era seduta tutta la dirigenza provinciale con in testa il segretario modenese Lucia Bursi. Sono state fatte diverse valutazioni, ma la direttiva è molto chiara: si procede anche se non si può cancellare quello che sta avvenendo. Si continuerà però ad avanzare a tentoni, valutando di giorno in giorno come reagirà la comunità al terzo tsunami comunale. Se i “dem” dovessero percepire una situazione negativa, allora decideranno di staccare la spina, dando il “la” alle dimissioni della Giunta e al successivo commissariamento del municipio, cancellando di fatto le elezioni di giugno e rinviandole di diversi mesi, ossia alla prossima finestra elettorale.

Ma c’è una variabile che il Pd non può governare ed è proprio il sindaco Ferioli. Lui, insieme alla sua giunta, ha sempre sventolato la bandiera della legalità e un avviso di garanzia lo ha atterrato umanamente, abbattendo anche quel baluardo che lo aveva mantenuto alla guida della città nonostante critiche, accuse e inchieste.

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