Gazzetta di Modena

Modena

Vuole impedire nozze della figlia, paga 125 mila euro a una maga

di Carlo Gregori
tribunale
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Avrebbe dovuto preparare un rituale contro il fidanzato della figlia che non era gradito alla cliente, in quattro anni si è fatta pagare un patrimonio

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MODENA. «Mia madre è sempre stata una tipica donna modenese razionale, con i piedi per terra, concreta. Dopo che mi chiese quei 5mila euro mi apparve improvvisamente un’altra persona: insicura, agitata, ansiosa. C’era qualcosa in lei che non andava». Parla una trentenne modenese di professione infermiera. La sua voce improvvisamente si rompe all’ultima domanda del giudice e scoppia a singhiozzare. In lei riaffiora il ricordo di un inspiegabile dramma che ha colpito la famiglia senza che a nessuno, se non forse a suo padre, ne fossero chiare le ragioni. Sua madre è una sessantenne modenese, una rezdòra che guarda all’aspetto pratico della vita, ma è anche una donna che - secondo le accuse confermate dalla Procura - in un momento di difficoltà ha abboccato all’amo di una maga “amica” e ne è rimasta plagiata per anni perdendo un patrimonio di 125 mila euro prima che il marito sapesse, capisse e prendesse la situazione in mano. Ora è parte civile, assistita dall’avvocato Pedro Verzani. E all’udienza di ieri davanti al giudice Andrea Scarpa è emerso un primo profilo di questa vicenda in base al racconto della polizia e dei familiari.

Questa storia mostra degli aspetti inquietanti perché per quattro anni - dal 2005 al 2009 - una persona razionale che i familiari consideravano il loro punto di riferimento si era inspiegabilmente trasformata in una credulona superstiziosa e compulsiva. Madre di tre figlie e felicemente sposata, nel 2005 la vittima si rivolge a una cartomante - A.V., 56 anni, modenese, difesa dall’avvocato Enrico Fontana - dopo aver letto una pubblicità. Non aveva mai manifestato alcun interesse per magia nera, pozioni e fatucchiere. Pare che, in base alla sua denuncia finale, si sia incontrata con la maga nel suo “studio esoterico” per parlare del fidanzato della figlia più giovane, il suo cruccio.

Quel ragazzo non le piace per niente, non è adatto a sua figlia. Eppure da tempo i due sono andati a vivere insieme e in quei giorni sono già conviventi. L’unione le crea forti dispiaceri, ormai è ossessionata dall’idea di trovare una soluzione qualsiasi che impedisca alla figlia di sposarlo.

La maga le annuncia che la figlia ha addosso il malocchio lanciato di qualcuno. Non si sa da chi, ma l’influsso negativo si sente e quindi bisogna neutralizzare il maleficio. La modenese comincia a vedere una luce in fondo al tunnel, le parole della maga le danno speranza. Si frequentano sempre più spesso. La maga organizza un rituale di controfattura: servirà a deviare gli influssi maligni dalla figlia e allontanare definitivamente quel ragazzo dalla sua vita. Ma per arrivare a questo scopo sono necessari mezzi specifici per il rituale: pentacolo, candele, polveri e tutto l’armamentario della fatucchiera. Così inizia una frenetica richiesta di soldi per procurarselo. La vittima paga somme ingenti, ma la maga chiede sempre di più. Dice che deve procurarsi gli elementi necessari per il rituale magico, sono oggetti preziosi. La donna s’indebita, non sa più come fare, ma il preparativo per la controfattura è ormai così avanzato che non riesce a ritirarsi. Così arriva chiedere soldi ai familiari, compresa un’altra figlia - quella che ieri ha testimoniato in aula - suscitando l’impressione che qualcosa di oscuro in lei l’ha trasformata. Finirà persino per chiedere 10mila euro allo stesso genero, che nel frattempo ha sposato la figlia: è proprio l’uomo che voleva allontanare, ora invece gli va a chiedere quella somma ingente per pagare il mutuo della casa, anche se con quei soldi in realtà pagherà la maga. A risolvere la questione è il marito che con discrezione, come riconosciuto dagli stessi familiari, prende in mano la situazione, capisce cosa sta accadendo e denuncia la maga. «Nessun avrebbe mai pensato che una donna così solida come nostra madre potesse diventare vittima di una maga», ha detto la figlia al giudice. La sessantenne ha impiegato mesi a ritrovare un suo equilibrio e oggi, anche se dolorosamente, è tornata quella di sempre. La presunta truffa le è costata 125mila euro. Ma questa è la versione dell’accusa: la difesa sostiene che non ci sarebbe prova di una truffa perché non ci sono gli elementi. Ieri la polizia postale ha dovuto riconoscere in aula che nel pc sequestrato alla maga non c’erano più le mail con richieste di denaro elencate nella denuncia. C’erano due dei tre account segnalati. Durante la perquisizione nello studio, poi, la polizia non ha trovato traccia del materiale per la controfattura se non un po’ di candele, che fanno da contorno a ogni rituale esoterico. Insomma, si tratterà di capire se la maga ha cancellato ogni traccia oppure non è mai accaduto nulla.

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