Arbitro di Concordia inseguito da un tifoso: schianto
Il fischietto Alessandro Negrelli, iscritto all'Aia di Finale Emilia, ha visto negli specchietti l’incidente e ha soccorso i feriti
CONCORDIA. Alessandro Negrelli, arbitro della sezione Aia di Finale e residente in paese, è stato nella caserma dei carabinieri di Medesano (Parma) per essere ascoltato dagli investigatori sulla dinamica di un incidente di cui è stato testimone. Di per sé tutto normale, se non fosse che - stando ai primi accertamenti dei militari - colui che si è schiantato era un tifoso della squadra di calcio locale (la Medesanese milita nel campionato di Promozione), che aveva seguito il direttore di gara con fare minaccioso. Insieme ad un altro facinoroso, alla guida di una seconda vettura, il 48enne aveva atteso l’uscita di Negrelli e dei suoi due guardalinee per poi - chissà con quali intenti - mettersi alle calcagna dell’auto dell’arbitro.
Pochi chilometri dopo, tra Medesano e Noceto, la Fiat Stilo blu del parmense sbanda e va ad impattare contro un’automobile che proviene dalla direzione opposta. L’incidente è violentissimo, la Stilo è da rottamare e il conducente verrà trasportato in ospedale con una frattura al bacino e numerose altre contusioni. Al pronto soccorso finiscono anche le due donne che si trovavano sull’altra auto, coinvolta nello schianto.
Intanto Alessandro Negrelli osserva la scena dallo specchietto retrovisore. Quando capisce la gravità della situazione si ferma, fa retromercia e presta i primi soccorsi come conferma Mirco Contri, presidente dell’Associazione italiana arbitri di Finale, che a nome dell’intera delegazione spiega: «la terna arbitrale, al termine della partita, si è rimessa in auto per tornare a casa. È stata seguita da due tifosi su due auto. Non sappiamo se si trattasse effettivamente dell’uomo coinvolto nell’incidente, su questo stanno indagando le autorità. Sappiamo però che l’arbitro, vedendo l’incidente negli specchietti della sua auto, è stato uno dei primi a fermarsi e a chiamare i soccorsi. Magari si trattava di due balordi o di due che avevano bevuto troppo, quello che possiamo confermare è che, riguardo alla tentata aggressione, nessuno dei dirigenti o dei tesserati della Medesanese è in alcun modo coinvolto».
Non si tratta, quindi, di una violenza che vedrà il coinvolgimento della società Medesanese - domenica era in programma la sfida con il Gotico Garibaldina, gara fondamentale e poi persa dai parmensi, invischiati nella zona retrocessione - e che nulla ha a che fare con la sportività del calcio. L’incidente va quindi rubricato come una più banale situazione stradale anche se la genesi è da far risalire negli animi surriscaldati sugli spalti dello stadio alla fine della partita. (fd)
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