Gazzetta di Modena

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Bocciofila e Meridiana, Massa travolta

di Francesco Dondi
Bocciofila e Meridiana, Massa travolta

Due delibere di giunta falsificate per garantire la gestione del complesso all’associazione che gode di “aiuti comunali”

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MASSA FINALESE. Se Massa è sempre stata considerato un baluardo del centrosinistra, feudo che portava in dote voti indispensabili per vincere le elezioni tanto da prevedere quell’occhio di riguardo più volte denunciato dalle opposizioni, questa volta rischia di diventare la Caporetto della giunta-Ferioli.

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Perché nel mirino degli investigatori entrano di prepotenza la struttura simbolo della frazione: la bocciofila che accoglie anche la sala polivalente “Meridiana”. Intorno all’affidamento della struttura gli inquirenti sostengono vi sia una serie di irregolarità pesantissime, che partono fin dal 2005. Da oltre 11 anni, infatti, la Bocciofila Massese cura e guida le attività del complesso senza corrispondere nulla al Comune, che ne è proprietario. Addirittura, la scorsa estate vennero costruiti dei campi da beach volley - con relativa illuminazione - senza alcuna autorizzazione e su suolo pubblico.

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Ma la vicenda Meridiana, più volte approdata in consiglio per le interrogazioni delle minoranze, prevede un castello accusatorio choccante. Si parla infatti di una delibera di giunta falsa (del 2015) circa la convenzione tra Comune e Associazione Bocciofila, necessaria alla gestione della struttura e del bar. E si sostiene che vi sia un’altra delibera falsifica (del 2016) relativa alla pubblicazione dei bandi di gara per individuare il futuro gestore. Di conseguenza, il teorema accusatorio prevede che tutti gli atti successivi (protocollo, cartelle di Giunta e registro delle sedute della Giunta) siano stati falsificati.

Per quasi 11 anni, quindi, la bocciofila è stata affidata senza regole e il Comune - ecco perché è indagato anche Gerrini, che era responsabile dell’ufficio competente. Oltre all’ex tecnico comunale sono stati “avvisati” il sindaco, d’Aiello, Mengoli, Reggiani, Natalia Magaldi, Monica Mantovani, Mattioli e il presidente e vice dell’associazione Bocciofila, Franco Ferrari e Dante Veratti - non si è mai autotutelato, anzi ha imputato le spese di manutenzione post sisma ai futuri canoni d’affitto da stabilire.

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Per ripristinare la correttezza degli atti ci fu anche un tentativo di alterare le delibere, creandone di false. Addirittura - sostiene la procura nell’ordinanza firmata dal gip - il sindaco e la segretaria comunale, Magaldi, hanno fatto figurare come approvato all’unanimità l’atto di convenzione mentre, stando alla ricostruzione, ben tre assessori votarono contrari: Lisa Poletti, Fabrizio Reggiani e Massimiliano Righini.

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