Vignola, ragazzi disabili trovano lavoro da McDonald’s
Il fast-food ha assunto a tempo indeterminato due portatori di handicap. Sinergia con Asp che permetterà anche l’inserimento di giovani con disagi sociali
VIGNOLA. Il McDonald's di Vignola è a fianco dei ragazzi disabili e in situazioni di disagio sociale, tanto che grazie ad un accordo con l’Asp (Azienda per i servizi alla persona) di Vignola ha già assunto a tempo indeterminato due ragazzi seguiti dalla stessa Asp, ed ora sta inserendo all’interno della propria forza lavoro un disabile e ha anche altri due ragazzi in situazione di disagio sociale che stanno svolgendo un periodo di tirocinio presso il punto vendita della nota catena di fast-food.
A presentare questa nuova collaborazione nata tra l’Asp e il ristorante vignolese sono stati Cinzia Morisi, coordinatrice del servizio di inserimento lavorativo dell’Asp, Antonio Scanferlato, titolare del McDonald’s di Vignola e Marco Franchini, presidente dell’Asp.
«Attualmente - ha spiegato la Morisi - l’Asp sta seguendo oltre 300 persone all’interno del territorio dell’Unione, oltre a Montese, che vivono situazioni di disagio o che presentano disabilità. Il lavoro presso aziende che hanno dimostrato sensibilità a tali problemi, come in questo caso, può aiutare sensibilmente lo sviluppo sociale di queste persone e l’inserimento tramite il lavoro».
«Nel nostro ristorante - ha poi aggiunto Scanferlato di McDonald’s - abbiamo attualmente ventinove persone assunte tra part time e full time. Due, appunto, sono i dipendenti a tempo indeterminato provenienti dall’Asp, più altri due tirocinanti e un disabile. Queste persone non sono state assunte per qualche convenzione, ma perché sono capaci e hanno imparato a lavorare nel modo giusto. Del resto, qui abbiamo ritmi piuttosto frenetici, con una media di 600-700 persone al giorno e un’apertura programmata in tutti i giorni della settimana dalle 7 fino alle 24 e il venerdì e il sabato addirittura fino alle 2 di notte».
Il presidente dell’Asp Marco Franchini ha poi concluso: «Dobbiamo ribaltare l’idea che tra mondo del lavoro e azienda pubblica, con particolare riferimento all’inserimento di persone svantaggiate, ci sia una sorta di inconciliabilità e di impedimento. Fatti alla mano, queste due realtà possono trovare reciproca convenienza e crescita. Avendo come pallino la “persona” intesa come risorsa e non come costo, noi crediamo nell’autonomia in modo assillante. Il percorso del Servizio di Inserimento Lavorativo dell’Asp rappresenta la sfida del welfare moderno: partecipato, dinamico e innovativo. Le vere economie si fanno se smettiamo di pensare l’utente come presa in carico; quello vale per le merci. Egli deve invece compartecipare alla sua e alla nostra crescita. “Azienda pubblica”, secondo il mio parere - conclude Franchini - è essere al servizio della persona e della comunità nelle sue diverse anime, dunque anche dell’impresa, promotrice del benessere economico».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google