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«Ispezioni sul lavoro in Regione in calo Ma aumentano le irregolarità accertate»

In Emilia-Romagna l'attività di vigilanza contro il lavoro irregolare e abusivo cala del 6%, a quota 10mila 814 Ispezioni. Risultato: meno controlli in edilizia, agricoltura e manifatturiero. Il calo...

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In Emilia-Romagna l'attività di vigilanza contro il lavoro irregolare e abusivo cala del 6%, a quota 10mila 814 Ispezioni. Risultato: meno controlli in edilizia, agricoltura e manifatturiero. Il calo pesa sulle province di Bologna, Forlì, Parma, Ravenna e Rimini in particolare, essendo più lieve negli altri territori. La segnalazione, calcolata sulla base delle tabelle ministeriali 2015 di riferimento, arriva dalla Cgil di Modena. Territorio dove, ad esempio, diminuiscono le ispezioni in agricoltura ma restano invariate quelle nell'industria e nel manifatturiero; crescono nell'edilizia, con un +10%, grazie alla "Buona tenuta sui cantieri" della ricostruzione post-sisma. In generale, continua il responsabile legalità della Cgil Franco Zavatti, crescono ancora le irregolarità e le illegalità accertate, sia in italia sia in Emilia-Romagna. «Nella nostra regione crescono del 5,3% le rilevazioni di irregolarità, salendo al 58,3%, e già questo fotografa un panorama in netto peggioramento e senza precedenti», si sbraccia Zavatti. Le ispezioni hanno scovato 6.320 casi di violazioni, con 3 mila 301 di lavoro "del tutto nero" (in rapporto a popolazione e numero di imprese, Modena ad esempio è al secondo posto) e 881 di grave violazione delle norme su salute e sicurezza (qui modena è al primo posto). Zavatti, quindi, parla di «record di imponibile accertato in capo alle imprese irregolari di ben 52,76 milioni di euro in Emilia-Romagna e di 9,44 milioni in provincia di Modena, prima in regione».

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