La Lambruscheria di Modena, impero del vino a “bollicine rosse”
Il locale in Calle di Luca a Modena vero e proprio paradiso dell’enologia modenese; con qualche digressione
MODENA. Rossi, bianchi, frizzanti, spumantizzati, biologici, rifermentati in bottiglia… A La Lambruscheria in Calle Di Luca 16 ce n'è per tutti i gusti. Ad aprirci le porte della piccola rivendita di lambrusco nel cuore di Modena è il titolare Alessio Bardelli. Sulla destra dell'ingresso una piccola lavagna che sovrasta diversi scaffali pieni di bottiglie di vino. Tre le colonne, scimmiottando una farmacia, tipi di vino e “dosi d'assumere”. Un modo ironico, senza pretese scientifiche, per rilanciare un'eccellenza locale.
Perché aprire una rivendita di lambrusco a Modena?
«Il lambrusco è il vino più venduto al mondo, è prodotto in questa zona e in città non c'era ancora un negozio specializzato in lambruschi. Così un anno fa ho aperto La Lambruscheria».
Cos'ha di speciale questo tipo di vino?
«Una bottiglia di vino deve ripercorrere quello che siamo, la tradizione storica di un luogo e dei suoi abitanti. Il lambrusco rispecchia la nostra identità. Ma non è l'unico genere di vino che è possibile trovare da noi».
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Quante varietà di lambrusco si trovano all'interno?
«Tante, inoltre la lista di vini cambia continuamente. La maggior parte proviene dal comprensorio di Modena. Non si tratta unicamente di lambruschi. Ci sono molti lambruschi reggiani. Tuttavia, da noi si possono bere anche vini di altre zone d'Italia, come il trebbiano e il sangiovese».
Tra lambruschi modenesi e reggiani è una sfida dura. Chi la vince?
«È difficile rispondere perché sono entrambi molto apprezzati. La differenza la fanno le cantine di produzione. Ci piacerebbe fare una gara e far votare le persone».
Dall'apertura del negozio è trascorso un anno. Come sta andando?
«C'è crisi, ma non solo economica. C'è sfiducia da parte delle persone. Tuttavia, i clienti tornano dopo aver assaggiato i nostri vini. E le idee e le iniziative per coinvolgere la cittadinanza sono tante».
Qualche esempio?
«Il 13 maggio torna la Lambruscolonga. Si ripresenteranno le tappe nel cuore di Modena dove fermarsi a degustare vini e pietanze locali. In tutto saranno ventuno. Gli itinerari saranno tre e si potrà bere un solo vino: il lambrusco. I ristoranti che aderiranno prepareranno assaggi da accoppiare con i vini che gli forniremo. La prima tappa di uno dei tre itinerari a scelta sarà dentro al Lapidario dei Musei. Lo scorso anno alla Lambruscolonga hanno partecipato seicento persone. Quest'anno puntiamo ancora più in alto ma senza esagerare perché vogliamo mantenere alta la qualità».
Quando presenterete la Lambruscolonga 2016?
«Il 13 aprile al Vinitaly, in concomitanza della presentazione del Festival del Lambrusco che farà “Conosci Modena”. Collaboriamo col Festival e le cantine che aderiscono a entrambe le iniziative avranno uno sconto».
Ci sono altre iniziative in programma?
«Tutti i venerdì sera organizziamo degustazioni dalle 18 alle 21. Sono momenti in cui intervengono direttamente i produttori con i loro vini».
I produttori sono i fornitori diretti del locale. Chi sono?
«Una decina di cantine conosciute della zona e altre piccole e meno famose, ma che producono vini eccellenti. Anche il prezzo a bottiglia o a bicchiere è contenuto perché la filiera è semplice: c'è un passaggio quasi immediato dal produttore al consumatore. Noi siamo gli intermediari».
Il lambrusco anni fa perse parte del suo fascino: perché?
«Attorno agli anni Novanta molte cantine sociali producevano lambruschi di scarsa qualità. Ora, invece, c'è stato un rilancio del prodotto. Molte cantine producono vini biologici, biodinamici, a rifermentazione naturale e il lambrusco ha ritrovato il suo essere primordiale. È tornato ad essere molto più simile a quello che era in origine».
La Lambruscheria oltre ad essere un “wine shop” (negozio di vino) è anche uno “street food” (cibo da strada). Qual è il vostro prodotto di punta?
«Oltre agli stuzzichini che serviamo col vino da degustare vendiamo crescentine prodotte nella frazione Camatta di Pavullo. Abbiamo anche prodotti biologici oltre che a chilometro zero. I prodotti in vendita sono confezionati».
Si possono trovare anche specialità “straniere”?
«Sono principalmente specialità del territorio. A volte abbiamo frutta e verdura, non trattate, che prendiamo da altri locali».
Quali?
«Sono titolare di altri tre negozi di generi alimentari a Modena. Tra i generi presenti rientra anche il lambrusco. Ormai è un'attività consolidata nel tempo: sono ventisei anni, infatti, che vendo questi prodotti in città».
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